Arriva l’esercito e la neve comincia la «ritirata»

Ottocento militari armati di pale. Hanno liberato le strade di accesso agli ospedali, le scale di ingresso alla metropolitana, piazze e scali ferroviari. I soldati in campo nell’operazione «Strade pulite» dalla neve hanno sopperito lunedì sera all’emergenza dell’ultimo minuto. Amsa aveva pronta una lista di oltre tremila spalatori, ma in 2.400 - il 65 per cento - hanno dato forfeit perchè sono rimasti a loro volta bloccati dalla neve in comuni della provincia.
Ieri a dare rinforzi sono arrivati anche 25 detenuti del carcere di Bollate. Il vicesindaco De Corato fa il bilancio della nevicata che in dieci ore ha ricoperto con trenta centimetri di coltre bianca la città: «Ringraziamo chi dopo il nostro appello ha lasciato l’auto a casa e ha usato i mezzi. La metropolitana ha messo a disposizione otto treni per 10mila posti in più all’ora e ha battuto il record di 1,2 milioni di passeggeri, 115mila in più della media».
Eppure, sulle strade è stato il caos. «Avevamo chiesto soprattutto ai 700mila pendolari di venire in treno o lasciare la macchina nei parcheggi di corrispondenza Atm, ma sono rimasti vuoti». Gli effetti sono stati disastrosi: ore in coda per uscire dalla città, tram paralizzati non per gli scambi gelati ma a causa di auto ferme sui binari (20 incagli venerdì, 5 ieri mattina), spazzaneve fermi nel traffico. «È stato molto difficile gestire la situazione per la presenza massiccia di auto» ammette il vicesindaco. Ieri mattina, le condizioni sono subito migliorate, anche grazie alla chiusura delle scuole.
Un’altra giornata pesante invece per chi viaggia in treno: tra cavi spezzati e treni in panne, il gelo ha cancellato 350 corse e i ritardi hanno sfiorato le due ore per le tratte a lunga percorrenza.