Arriva la nave dell’aborto: Valencia scende in guerra

Già tre donne operate al largo aggirando le leggi spagnole

da Madrid
«Su questa barca le donne non devono chiedere permesso a nessuno per abortire». A parlare - ieri - era il ginecologo valenziano José Luis Carbonell, in partenza per un'uscita in acque internazionali con la barca a vela Aurora, che in Spagna è già nota a tutti come la barca abortista. L'imbarcazione, di proprietà dell'Ong olandese Women on waves, è diventata famosa perché a bordo possono abortire le donne di quei Paesi dove questo diritto non è garantito. Lo stratagemma usato è semplice e consiste nel raggiungere le acque internazionali per burlare le leggi spagnole, che non permettono alle donne di interrompere la gravidanza se un medico non stabilisce che è in gioco la salute psichica o fisica della madre. L'arrivo dell'Aurora ha già provocato accese manifestazioni di protesta, con tentativi di abbordaggio, e promette di provocarne nei prossimi giorni, quando si terranno altre uscite in alto mare.
«In territorio di nessuno, valgono le leggi della nazione a cui fa capo la barca - spiegava ieri Carbonell per telefono al Giornale - e le leggi olandesi sono le più permissive: consentono di abortire fino alla 22ª settimana». In realtà, le autorità dei Paesi Bassi hanno concesso il permesso solo alle gestanti con meno di sei settimane e sei giorni di gravidanza, e le donne che sono salite ieri a bordo dell’Aurora, rientravano in questa frangia, assicura il medico. «La ginecologa olandese Gunilla Kleiverda le ha somministrato i farmaci (RU 486) e tutto è andato bene» continua lo specialista, direttore della Clínica Mediterranea e uno degli organizzatori dell'evento. Proprio Carbonell e altre 31 associazioni hanno invitato l'Ong olandese ad attraccare per la prima volta in Spagna, per denunciare che nel Paese l'aborto non è ancora libero e per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di omologare queste norme a quelle degli altri Paesi europei, «dove l'interruzione della gravidanza è permessa da 35 anni», spiega Carbonell.
La controversa iniziativa non è però piaciuta a tutti, ed in particolare alle istituzioni valenziane, controllate dal Partito Popolare, che hanno protestato. Il sindaco di Valencia, Rita Barberà si è dispiaciuta del fatto che «la sinistra faccia una festa di un dramma personale», ed ha assicurato che per lei «è uno spettacolo semplicemente indegno». Ma il primo cittadino di Valencia ha anche ripreso la condotta degli olandesi che giovedì hanno attraccato senza avere un regolare permesso, il che ha provocato una colluttazione tra l'equipaggio femminile olandese e quello di una lancia del porto che provava a rimorchiare l'imbarcazione.
L'arrivo della barca abortista rilancia la scottante palla della riforma della legge sull'aborto, che il Psoe ha annunciato dalla scorsa legislatura, ma che non ha ancora toccato. La sinistra chiede infatti che si vada verso una legge - come in Italia - che fissa un periodo di tempo entro il quale si può abortire, mentre la destra chiede che non venga cambiata l'attuale legge, in vigore dal 1985. Il paradosso è che, adducendo che si corrono rischi psichici se non si abortisce, moltissime spagnole possono farlo senza che nessuna legge fissi fino a che settimana di gestazione questo è consentito.