Arriva il numero verde contro truffe e spot ingannevoli

L'Antitrust: 3,5 milioni milioni di euro in nove mesi. Cresce il fenomeno ed è allarme anche per finanziarie, prestiti e credito al consumo. Da oggi si può chiamare all'800.166.661

Roma - Allarme truffe e spot ingannevoli, fenomeno in crescita su cui si sta (finalmente) iniziando a concentrare l'attenziuone dell'Antitrust: circa 3,5 milioni di euro di multe solo nei primi 9 mesi di quest’anno, che portano il totale delle sanzioni dal maggio 2005 ad oggi a 9 milioni di euro è il bilancio del giro di vite dei controlli a tutela dei consumatori. «In crescita il fenomeno delle finanziarie che non pubblicizzano correttamente i loro prodotti», spiega il Garante in una nota annunciando che da oggi arriva uno strumento in più a tutela degli utenti: un numero verde 800.166.661 - attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14 - attraverso il quale sarà possibile segnalare «pubblicità ingannevoli e pratiche commerciali scorrette».

Il settore della tutela diretta del consumatore, dal maggio del 2005, anno di adozione dei nuovi poteri sanzionatori derivanti dall’entrata in vigore della legge Giulietti - spiega il Garante - ha subito un forte aumento di attività nell’ambito delle generali competenze dell’Antitrust. Da maggio 2005 a settembre 2007 sono state comminate sanzioni per un totale di 9.051.600 euro che hanno riguardato 457 casi di pubblicità ingannevole.

A "rischio": comunicazioni, diete, farmaci I settori più a rischio-inganni, nell’ultimo biennio, sono ancora quello delle comunicazioni (3.318.000 euro di sanzioni per 96 violazioni), delle diete e dei finti prodotti farmaceutici (1.906.500 euro di sanzioni per 84 violazioni), del turismo, industria e servizi (2.183.500 euro di sanzioni per 149 violazioni), mentre nell’ultimo anno sono fortemente aumentati i casi che hanno coinvolto «il settore del credito e delle finanziarie (47 violazioni in tutto, 28 nel solo 2007, per un totale di 787.400 euro di sanzioni)». I

Prestiti, situazione allarmante In quest’ultimo caso - spiega il Garante - l’ Antitrust ha giudicato ingannevoli numerosi messaggi diretti a promuovere, presso i consumatori, prestiti e finanziamenti. Si tratta di un fenomeno «allarmante: molte offerte sono caratterizzate da una grave mancanza di completezza e chiarezza delle informazioni, dirette peraltro a soggetti che, presumibilmente, versano in una situazione di particolare debolezza psicologica dovuta alle proprie condizioni economiche ed alla difficoltà di ricorrere ad altri canali di finanziamenti più tradizionali ed ufficiali». L’ingannevolezza ha riguardato in particolare i tempi entro i quali ottenere il prestito, l’identità di chi lo eroga e costo del prestito stesso, la tempistica e identità del finanziatore. Difficile spesso capire elementi essenziali da cui ricavare gli esatti costi del finanziamento, come il Tan e il Taeg (indicatori che consentono al consumatore di valutare e calcolare l’esatto importo dell’intera operazione finanziaria).