Arriva il parcheggio a scomparsa: «La soluzione alla carenza di posti»

Un garage a scomparsa e scorrevole, che in poco spazio riesce a contenere il triplo delle auto. Per ora è stato realizzato da un cittadino privato, ma non è escluso che nel prossimo futuro possa diventare la soluzione al problema parcheggio di Milano. Almeno secondo l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini. «Spetta al mio collega Edoardo Croci pensare al Piano urbano parcheggi - spiega -, ma mi auguro che al fianco dei tradizionali posti auto sotterranei si realizzino anche questi box innovativi».
Il sistema è denominato «Combilift». In Europa è già un successo - sono 12mila i posti auto realizzati -. In Italia è stato scoperto dal proprietario di uno stabile in via Fatebenefratelli che lo ha scelto per trasformare i sette posti auto del cortile in 35 posteggi, dei quali 30 interrati. Il tutto con una spesa di circa 15mila euro per vettura - ai quali vanno aggiunti 10mila euro per le opere civili - e in solo otto mesi. Il meccanismo si nasconde sotto il pavimento del cortile. Il garage, alto circa cinque metri, è composto da tre livelli, ognuno dei quali contiene quattro posti auto. Uno di questi è sempre libero, e funziona da jolly per permettere alle pedane scorrevoli di muoversi in orizzontale e verticale spostando le auto in base alle necessità. Il proprietario, premendo un pulsante, fa arrivare la propria vettura al piano terra. Recuperandola in meno di un minuto.
«Sono molto favorevole a questa tecnologia - continua Simini -, anche per un uso pubblico. L’importante è che ogni garage contenga al massimo cento auto, per evitare congestioni nelle ore di punta. Mi auguro che il progetto sia inserito nel prossimo Piano parcheggi del Comune». I vantaggi sono diversi: scavi ridotti - circa due metri e mezzo -, costi contenuti, velocità di realizzazione - poco meno di un anno - e grande flessibilità nell’ubicazione. Una manna dal cielo in una città nella quale 79.212 posti auto sulle strisce gialle e blu - affiancati da autosilo, parcheggi di interscambio e box privati - ancora non bastano. «Sistemi come questo combinano la semplicità della struttura con i costi contenuti e l’impatto ambientale ridotto al minimo - commenta Fabio Mosconi, responsabile direzione parcheggi di Atm -. A Milano esistono molte realtà medio-piccole che potrebbero realizzarli, specialmente nel centro storico e nelle zone più difficili dal punto di vista della mobilità». Da parte sua, l’azienda trasporti sta ottimizzando e valorizzando i parcheggi che gestisce (quelli di interscambio). «L’obiettivo - conferma - è meccanizzare tutte le strutture, permettendo agli utenti di muoversi per la città con i mezzi pubblici e parcheggiare la propria auto utilizzando un solo abbonamento. Inoltre, vogliamo affiancare ai parcheggi servizi aggiuntivi».