Arriva il rompiscatole Ma i tifosi della Juve stanno con Totti e Kakà

Il danese provocò lo sputo del romanista e l’insulto del brasiliano («È un codardo»). Lo ha voluto Ranieri, a Pinzolo però è contestazione: «Avete preso un bidone»

da Pinzolo

Sognavano un architetto, si dovranno accontentare di un muratore. Con tutto il rispetto per chi usa cazzuola e martello. Niente Xabi Alonso, niente Aquilani e nemmeno Stankovic. Alla Juve, dal Siviglia e per la non modica cifra di 10 milioni, arriva Christian Poulsen, danese, 28 anni, centrocampista di rottura. Di scatole altrui, soprattutto. In Italia si sa già perfettamente che tipo sia: è stato lui a provocare lo sputo di Totti, Europeo 2004. Gomitate, interventi scorretti da dietro e avanti di questo passo: saluti al Pupone e Italia a casa.
Ma anche con la sua squadra di club Poulsen ha dato spesso il meglio di sé. Per referenze, chiedere al Milan: 28 settembre 2005, a Gelsenkirchen i rossoneri affrontano lo Shalke 04 e Kakà vive una serata da incubo. Dopo un'ora e un quarto, Ancelotti richiama in panchina il suo brasiliano e, a fine match, definisce il neobianconero «codardo». Non basta ancora, perché un paio di mesi dopo il Milan passa il turno di Champions battendo proprio i tedeschi e Gattuso sbatte in faccia al danese tutta la propria rabbia. Quell'altro, faccia da strafottente, lo applaude. Capito il tipo? Se ne accorge anche il francese Micoud che, esasperato quando vestiva la maglia del Werder Brema, si congedò dal suo avversario con una manata ai testicoli. Come minimo, la Juve non farà uno scatto in simpatia.
Chi se ne importa, pensano in corso Galileo Ferraris. Ranieri ha in testa l'accoppiata con Sissoko per un centrocampo che spaventi chiunque intenda avvicinarsi a Buffon. Costruire qualcosa? Dettagli: ci pensino gli attaccanti. A meno che nella testa del tecnico romano non frulli l'idea di piazzare Camoranesi in mezzo, promuovendo titolare uno tra Salihamidzic e Marchionni. A meno che il mercato non riservi altre sorprese, visto che tra i 18 milioni che la Juve avrebbe speso per Xabi e i 10 versati al Siviglia balla un bel gruzzoletto, magari da irrobustire grazie alle cessioni di Tiago e Almiron.
I tifosi sono spaesati, ovvio. E anche se al momento prevale l'amore per Amauri, tanti hanno già tirato fuori la testa dalla sabbia: «Ridicoli, avete preso un altro bidone» era quanto si leggeva ieri su uno striscione a Pinzolo, dove comunque il campo di allenamento è stato preso d'assalto da 8000 persone. Su internet, peggio ancora: gente che vuole regalare abbonamenti, che invita i dirigenti a dimettersi e la proprietà a vendere. «Non ne possiamo più di prese in giro - scrive Michele 77 su uno dei forum più frequentati dal popolo bianconero -. Dove sono finiti i vari Van der Vaart, Diego, Lampard, Rakitic? Ora dobbiamo sopportare l'ennesima umiliazione. Io non ce la faccio a resistere oltre: fermiamoli».
Il verdetto, è ovvio, lo emetterà solo il campo. Di sicuro, Ranieri si gioca tanto per non dire tutto: Poulsen lo ha voluto fortemente lui e giovedì ne spiegherà le ragioni al Comitato Sportivo che si riunirà a Torino, il giorno stesso in cui riprenderanno a lavorare anche Del Piero, Buffon, Camoranesi e Chiellini. Ci sarà anche Poulsen, certo, atteso domani in città per le visite mediche. Per ora per lui parla il curriculum che non è per nulla male: al di là di uno scudetto danese, col Siviglia una coppa e una Supercoppa di Spagna, una coppa Uefa e una Supercoppa europea. Vinte con tante gambe, la faccia sempre cattiva e un ghigno degno di Jack Nicholson.