Arriva Ronaldo, è meglio aggiustare la mira

Da Valencia al derby. E poi chissà. Una storia e un tormento. Cosa ne sarà dell’Inter? Mancini ha subito difeso la compagnia: «Resta una stagione straordinaria». I gufi adesso se la ridono. L’esclusione dalla Champions resterà il boccone indigesto. Impensabile, o quasi, che l’Inter riesca a non vincere lo scudetto. Magari vincerà anche la coppa Italia: due traguardi su tre sono risultato straordinario per chiunque. Ma l’Inter vive sempre la sua impossibilità di essere normale. Eliminazione o sublimazione che sia.
L’eliminazione di Valencia è figlia di tanti padri, non solo di Mancini («il suo contratto? Non cambia niente», ha detto Moratti): squadra in difficoltà fisica, senza due centrocampisti che contano (Vieira e Cambiasso) e difficilmente rimpiazzabili, alcuni giocatori hanno tradito (Maxwell, Dacourt, gli attaccanti), qualcuno ha reso meno (Stankovic), il Valencia ha giocato bene (mediamente molto meglio di tante squadre italiane), Mancini non ha avuto il coraggio di lasciare Dacourt in panchina e magari affidarsi a Solari più che a Figo. Fatta la lista dei peccati, resta il grande rammarico di aver buttato la qualificazione a Milano.
Milano, San Siro, bellezza e dannazione di una storia: l’Inter ricomincerà contro Ronaldo e rischia di essere il peggiore degli incontri. Ci sarebbe da stupirsi se il Fenomeno stavolta non ritrovasse uno dei suoi gol. Che Inter sarà? Se questi sei mesi non sono stati abbaglio oppure inganno, sarà una squadra motivata e con la voglia di stupire. Probabilmente ritroverà Adriano, ora più che mai atteso a metter su campo riscossa e voglia di riscatto. Sarà un’Inter assediata da tutta Italia, tanti pronti a dire: ora vediamo quanto vali? Situazione difficile, magari a rischio. Il centrocampo ha necessità assoluta di ritrovare gli uomini dal fisico bestiale. Cambiasso dovrebbe essere pronto. Per Vieira ci sarà da attendere. Gli attaccanti dovranno riprendere il cammino. Gli spagnoli avevano studiato la particolarità di quest’Inter: segna e batte gli avversari soprattutto nella seconda parte della partita. E così poteva essere anche a Valencia. Ma stavolta non c’era la mira. Meglio aggiustarla per Ronaldo e compagnia.