Arriva la «scandalosa» Peaches

Domani sera al Rainbow la signorina maledetta dell’electro-rock che sta conquistando i giovani

Luca Testoni

È scandalosa ed è contenta di esserlo Merrill Nisker, in arte Peaches, ex folksinger e riot-girls, oggi signorina maledetta dell'electro-rock dalla marcata predisposizione alla trasgressione, domani in concerto al Rainbow.
"Non politicamente corretta" per scelta, ancora prima dei generi musicali adoperati, la sorniona e arrabbiata canadese (di Toronto), classe 1968, punta tutta la sua aggressività sui testi che abbondano di un linguaggio da strada sconcio e deliberatamente sboccato. Una carrellata di oscenità da far rizzare i capelli ai benpensanti dietro i quali si cela, forse, la sua vera missione: invertire i cliché sessuali e, dunque, anche le strutture (conformiste) di potere.
Tre anni fa Peaches, a lungo residente a Berlino come il connazionale e amico-provocatore Gonzales, aveva messo a segno uno dei dischi più irriverenti dell'anno. Quantomeno nel titolo - Fatherfucker - scelto per capovolgere al maschile il tipico insulto motherfucker, che non ha certo bisogno di essere tradotto. Quest'anno la "sacerdotessa della sextronica" ci riprova con il suo terzo disco dai toni accesi e dalle tinte simil-porno, Impeach My Bush, tanto per non venire meno a un altro, piccante doppio senso (tra politica e sesso) dei suoi.
Per il nuovo album, registrato a Los Angeles nello studio di Jeff Porcaro dei Toto e co-prodotto da Mickey Petralia (già con Beck), si è fatta aiutare, tra gli altri, da Samantha Maloney (Hole, Mötley Crüe), Beth Ditto dei Gossip, Josh Homme dei Queens of the Stone Age, dalla cantautrice Feist e, come nel disco precedente, da Joan Jett, leggendaria ragazza cattiva degli anni Ottanta, con cui ha dato vita a un rovente faccia a faccia.
Risultato: è il disco più suonato, rock e massiccio della sua intera produzione. Ce n'è comunque per tutti i gusti, visto e considerato che l'eccentrica canadese non rinuncia alla sua estetica in precario equilibrio tra "energia punk, sentire dance e rime hip-hop".
Abituata a performance shock in solitaria, Peaches, sul palco in short e tubino scollato d'ordinanza, stavolta si è fatta accompagnare in tour da una band rigorosamente tutta al femminile, ribattezzata The Herms e composta dalla batterista Samantha Maloney, da JD Samson (tastierista nel progetto La Tigre) e dalla chitarrista Radio Sloan (Ce Be Barns Band, The Need, e Courtney Love).
Peaches, Rainbow, via Besenzanica 3, domani ore 21, ingresso 18 euro