Arriva Siena, a Milano si sfidano i «baby mister»

Sono giovani, quasi quarant'anni il serbo Djordjevic che sul campo ha vinto tanto; trentotto a maggio il senese Pianigiani. Ambiziosi e smaniosi, amano la storia delle società che dirigono e questo non guasta, sgomitano in testa alla classifica anche se nella media sono tutte e due a meno 1 per aver perso quando non dovevano.
Milano e Siena si affidano a questi generali per avere il massimo in una stagione dove non esiste la squadra dominante, guardano alla loro storia recente di allenatori, convinte che questa avidità farà bene anche al gruppo. L'appuntamento, il primo nella loro storia, è per oggi a mezzogiorno. Landa di Assago, piramide del Forum. Se Milano vince prende per la coda proprio Siena, che invece non vuol perdere le tracce della Virtus.
Tornano come allegri fantasmi nel cuore di una città che per un mese non ha visto la sua squadra in campo perché i calendari vengono fatti così, senza preoccuparsi che il digiuno faccia scegliere altri modi per divertirsi. Il basket ha questa tosse asinina che lo spinge a nascondersi quando il calcio si ferma, come se l'inverno in un palazzo dello sport fosse la stessa cosa che su un campo all'aperto. Il pallone preso a calci quando fa freddo si risente, quello a spicchi da accarezzare con le mani, invece, preferisce queste temperature piuttosto che il play off nel caldo torrido, come avverrà quando, dal 13 al 21 giugno, si deciderà lo scudetto. Armani e Montepaschi pensano di poterci essere anche col caldo e ancora prima per la coppa Italia a Bologna. Sono state costruite per il gioco lungo. Per ora si annusano: Milano, come del resto Siena, non ha mai perso in casa, un mese fa atterrò la malaticcia Benetton che ora ha già cambiato uomini e forse faccia prendendo Lorbek che a Malaga si è ammalato di nostalgia e non ha lasciato il cuore. Questo è importante per capire cosa succederà oggi, perché l'Armani che in trasferta si confonde, quando è davanti al suo pubblico - oggi saranno più di 7 mila - sembra più attenta al particolare, sensibile all'occhio del padrone, magari di un’Armani che va sempre sollecitato per non fargli perdere l'amore.
Oggi sarà più difficile del solito perché Calabria ha male alla schiena, il giovane talento Gallinari, meraviglia nell'esibizione contro gli smandrappati americani nell'esordio azzurro, prima si è girato una caviglia e poi ha sofferto per la febbre, mentre Bulleri, un altro che con la Nazionale sembrava aver ritrovato le ali, ha preso un brutto colpo al ginocchio. Dovrebbero esserci, e sarà meglio perché Siena ha voglia di sparigliare nei viaggi lombardi: battuta a Varese, vincitrice a Cantù in novembre. Un mese lontani e mancavano a tanta gente, almeno avranno tutti fame e non soltanto perché si gioca a mezzogiorno.