Arriva lo spot antiprostituzione per le tv romene

Il filmato, montato dal Comune, sarà trasmesso anche nelle televisioni locali di Moldova e Nigeria

Arginare l’incontrollabile invasione delle prostitute dalla Romania e dalla Moldavia con uno spot da trasmettere nei loro Paesi d’origine. Tentar non nuoce, visto il numero di ragazze che ogni sera intasano pericolosamente i bordi delle consolari. L’obiettivo è scoraggiare inutili viaggi della speranza che si trasformano quasi sempre in un incubo senza fine. Lo spot sarà trasmesso anche in Albania e Nigeria, nazioni coinvolte, se non così massicciamente, nella tratta delle donne da destinare alla strada.
Il messaggio del video è chiaro: «Vieni pure nel nostro Paese ma solamente se hai un lavoro sicuro o altrimenti rischi di finire su un marciapiede, vittima di uno sfruttatore senza scrupoli». Protagoniste del video saranno alcune ex prostitute che racconteranno la loro esperienza cercando di dissuadere le giovani a imbarcarsi in viaggi che si rivelano troppo pericolosi.
L’idea è venuta all’assessore capitolino alle Politiche sociali Sveva Belviso che ne ha già parlato nei giorni scorsi con il sindaco Gianni Alemanno che ha approvato il progetto. L’assessore vuole puntare anche sulla comunicazione per «sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della tratta». Si contatteranno le ambasciate dei Paesi di origine delle prostitute per mandare in onda sulle televisioni locali gli spot-avvertenza. «Il tutto in attesa - spiega Belviso - di una legge dello Stato che consideri un reato prostituirsi. D’altronde se si elimina la possibilità di stare sulla strada, allora non ha più senso il racket. Di qui l’idea degli spot sociali».
A corredo anche un filmato destinato alle donne già finite nel giro della prostituzione e dunque da trasmettere in Italia. «Il video avrebbe come scopo - dichiara Belviso - quello di convincere le vittime della tratta a denunciare i loro aguzzini, di avvicinarsi senza paura alle forze dell’ordine».
«E per chi non avesse il permesso di soggiorno - conclude l’assessore capitolino - la possibilità di ottenerlo in maniera più agevolata, in caso di denuncia dei loro protettori. Non solo, anche seguendo il progetto “Roxanne”, far capire alle vittime che possiamo proteggerle».