Arriva il Tgcom24, testimone del nuovo corso politico

Milano Sobrietà, serietà, autorevolezza, sacrifici. No, non siamo nella sala stampa di Palazzo Chigi. Ma a Milano 2 nel nuovissimo studio rosso e blu appena ultimato di Tgcom24, il canale all news di Mediaset che sarà varato lunedì. E però le parole che risuonano, nella presentazione ufficiale con i vertici aziendali, hanno un vago sapore montiano. Coincidenza vuole che il canale di pura informazione nasca sotto il governo Monti e non sotto il governo del fondatore.
Certo, nessuno lo dice apertamente, ma nei corridoi, e anche negli alti piani Mediaset, si benedice il fato. Perché il «conflitto di interessi», feroce punto di scontro dell’ultimo quindicennio, aleggia sempre, anche dalla parte di chi si sente vittima di un «pregiudizio politico». Insomma, a Mediaset sperano che sia finita, o almeno, attenuata la stagione in cui ogni decisione e azione, a torto o a ragione, veniva letta come «un regalo fatto alle aziende del premier». Per questo ieri mattina, in conferenza stampa, le parole risuonate più volte sono state: obiettività, equilibrio editoriale, completezza, insomma dare tutte le notizie, anche quelle politiche, e tutte le opinioni. A ribadirle il vice presidente Pier Silvio Berlusconi e il direttore del nuovo canale Mario Giordano. E riassunte dal presidente Fedele Confalonieri alla sua maniera franca: «Prima eravamo in difficoltà perché c’erano ragioni politiche. Tgcom24 è un segnale di ripartenza che noi diamo per tornare a essere all’avanguardia nell’audiovisivo e riprenderci quella leadership nel mondo dell’informazione che abbiamo sempre avuto. Smetteranno di dirci che siamo antiquati, confondendo Mediaset con la politica». Insomma, una ripartenza, una nuova stagione, dove le capacità dell’azienda potranno essere valutate secondo logiche di mercato e non in termini di «aiutini» politici. Prove di distensione suggellate dalla visita che lunedì mattina Giordano e Confalonieri faranno al capo dello Stato Napolitano per presentargli il nuovo canale. Proprio poche ore prima del battesimo, alle 20.30, con il volto di Annalisa Spezie.
«Sembra di tornare a trent’anni fa», chiosa Confalonieri quando «eravamo i pionieri» e cominciò l’avventura delle televisioni berlusconiane. O meglio al 1992 quando Mentana diede vita a un fortunatissimo Tg5 mentre si chiudeva la prima Repubblica sull’onda di Tangentopoli. Dunque, per tornare a «essere i primi nel mondo dell’informazione», Mediaset mette in campo un canale, anzi un sistema, di notiziari 24 ore al giorno. La forza sta nei 130 giornalisti, reclutati da Tg5, Tg4 e Studio Aperto; nella tecnologia con il nuovo sistema digitale «Dalet» e nella gratuità. Tgcom24 si potrà vedere infatti in chiaro sul canale 51, su TvSat al canale 24, in streaming su tutti i tablet e gli smart phone (gli spettatori potranno anche dire la propria e inviare foto e video). Un canale che si basa - nella definizione di Berlusconi jr - su «modernità, velocità, completezza e affidabilità». E che, secondo un emozionato Mario Giordano, farà dell’«autononomia» e della «flessibilità» il punto focale: edizioni principali tre volte al giorno (alle 12, 18 e 21), breaking news, aggiornamenti, niente contenitori, niente talk show, niente informazione leggera, solo hard news. Insomma, sobri e seri: siamo proprio in epoca Monti.