Arriva il treno che viaggia prendendo il sole

Massimo Malpica

da Roma

Su e giù per l’Italia da tre anni, prendendo il sole di corsa sui binari. Non è una nuova moda per fanatici della tintarella con vocazione al rischio, ma il primo prototipo di convoglio ecocompatibile già operativo su rotaia, il PvTrain. La lunga fase di test del treno fotovoltaico, che dal sole prende l’energia per alimentare sistemi di sicurezza, aria condizionata, luci e meccanismi di controllo, si è conclusa ieri alla stazione Termini con una conferenza stampa del ministro per l’Ambiente Altero Matteoli e dell’ad di Trenitalia, Roberto Testori.
Un’occasione per presentare i risultati finali della prima «prova su rotaia» per l’energia solare, che ha visto l’Italia svolgere un ruolo da assoluto protagonista. Il progetto è stato infatti affidato a Trenitalia dall’Unione europea, per capire in che modo e con che risultati le energie alternative potessero essere utilizzate nel trasporto su ferro, e metà del milione e 250mila euro investiti per attrezzare con pannelli solari i prototipi (cinque carrozze passeggeri, tre carri merci e due locomotori) sono arrivati dal fondo di Life Ambiente. Si tratta di uno strumento finanziario della Ue che ha «preso piede» in Italia: 230 i progetti finanziati nel nostro Paese negli ultimi 13 anni, un dato superiore a quello di tutti gli altri stati membri. In tutto 10 prototipi realizzati in tre anni per un investimento di 1,2 milioni di euro. Il treno che prende il sole è una assoluta anteprima. Mai finora, ha ricordato Testori, le energie rinnovabili erano state coniugate con il trasporto su ferro. E i pannelli solari sono piaciuti anche al ministro Matteoli. «Il fotovoltaico, per l’Italia, è una tecnologia strategica la cui enorme potenzialità dev’essere sfruttata in tutti i settori, incluso quello dei trasporti», ha spiegato il titolare dell’Ambiente. Annunciando peraltro la possibile collaborazione con l’azienda ferroviaria per affrontare in prospettiva industriale il progetto PvTrain.
E lo stesso Testori non ha escluso che un domani il sole diventi una fonte di energia standard per i nostri treni. Per facilitare questo scenario, ha spiegato però l’amministratore delegato della società, un importante incentivo potrebbero essere i «certificati verdi», incentivi economici assegnati a chi produce energia da fonte rinnovabile. In particolare, l’applicazione su larga scala dei pannelli fotovoltaici sui convogli potrebbe riguardare i treni merci che trasportano merci pregiate «come i tabacchi» o pericolose: l’energia prodotta dal sole servirebbe ad alimentare sistemi di condizionamento e conservazione per le prime, di allarme, di blocco e di controllo automatico dei parametri di viaggio per le seconde. Trenitalia in quest’ottica ha già previsto di investire nell’acquisto di 300 vagoni «solari». Molti i vantaggi economici, come la maggior durata degli accumulatori dei treni, collegati alle cellule fotovoltaiche e quindi perennemente sotto carica. Anche più evidenti sono quelli ecologici: per ogni kilowattora prodotto, ci sono 750 grammi di anidride carbonica in meno nelle emissioni. Un piccolo contributo per tenere il nostro cielo più pulito che arriva da un mezzo di trasporto già a basso impatto ambientale, il treno. Che oggi ha imparato a prendere il sole. E domani, secondo Matteoli, viaggerà spinto da motori a idrogeno e alimentato da pannelli fotovoltaici.