Arriva il vademecum del Comune contro le truffe sul «caro estinto»

Un vademecum contro le truffe sul «caro estinto». Nei giorni scorsi Palazzo Marino ha cominciato a distribuire negli ospedali milanesi, negli uffici dell’anagrafe e nelle sedi comunali distribuite sul territorio un completo libretto su «cosa fare e a chi rivolgersi in caso di lutto».
Lo scopo, ha spiegato l’assessore comunale ai Servizi civici Stefano Pillitteri, è di «promuovere la tutela dei dolenti da fenomeni odiosi, ma purtroppo molto frequenti, come l’adescamento dei congiunti da parte di falsi dipendenti comunali nelle camere mortuarie o nelle case di cura per offrire l’organizzazione del funerale». Approfittando dello stato di confusione, e soprattutto dei più anziani, nel momento della perdita del proprio caro, i truffatori si presentano negli ospedali per offrire servizi funebri che spacciano per quelli comunali, ma che sono inesistenti o a prezzi da capogiro.
Il vademecum contiene l’elenco e la descrizione delle varie tipologie offerte dai servizi funebri del Comune, compreso il funerale convenzionato che può essere prenotato solo ed esclusivamente rivolgendosi all’Ufficio funerali di via Larga 12 (al primo piano, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 15.30 oppure sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 12 con ingresso da via Rastrelli 7). In caso di indigenza, i cittadini possono richiedere anche la formula del funerale gratuito: solo nel 2006 il Comune ne ha forniti 236. I milanesi possono trovare anche una sintesi delle tipologie di sepoltura (inumazione, cremazione, dispersione e affidamento delle ceneri, tumulazione), cosa bisogna fare e quali autorizzazioni occorrono per trasportare il feretro o le ceneri fuori Milano e all’estero.
Nelle ultime pagine dell’opuscolo, le raccomandazioni per evitare le truffe. Intanto, poiché «è vietato il procacciamento d’affari all’interno dei cimiteri, come la vendita di oggetti, l’offerta di servizi o l’esposizione di materiale pubblicitario - è scritto -, chiunque fosse vittima di tali reati deve denunciare il fatto alle autorità di pubblica sicurezza». Ma si ricorda anche che «il personale comunale non può eseguire attività per conto di privati, ricevere compensi in denaro o sotto qualsiasi altra forma».