Arriva il videogame con le bimbe rifatte dal chirurgo

da Londra

Le «rifatte» dei videogame. La chirurgia plastica entra nel mondo virtuale ed è subito polemica. Si chiama Miss Bimbo, in Francia ha già coinvolto 1,2 milioni di videogiocatori e in Gran Bretagna 200 mila (ma è stato appena lanciato), prevalentemente femmine tra i 9 e i 16 anni. L’ultimo videogame, molto di moda e molto discusso, consiste nel fornire ai giocatori un «avatar», una personalità virtuale da costruire sul sito del gioco Miss Bimbo (img.metro.co.uk): ogni giocatore potrà crearlo e vestirlo a proprio piacimento. Alla fine è previsto un concorso di bellezza e per vincere il titolo di più bella del reame vale un po’ tutto, pillole dimagranti e ritocchi di chirurgia estetica compresi.
Il concorrente può optare per il look più suggestivo e può scegliere se alla propria bambola-web dona di più un seno prosperoso o una taglia più discreta. Scarpe, interventi di chirurgia estetica, parrucchiere, vestiti, ecc. saranno tutti acquistati in bimbo-dollari, ma se il giocatore eccede il proprio acconto virtuale deve spedire un sms (al costo di una sterlina e mezzo) per continuare a giocare.
Non stupisce che Miss Bimbo abbia risvegliato molte critiche, non tanto perché a un certo punto chiama in causa i soldi veri (con il rischio che i ragazzini perdano di vista il portafoglio ed esigenze di controllo da parte dei grandi), quanto per i messaggi diseducativi che suggerisce. Le associazioni inglesi dei genitori, come Parentkind, si sono attivate con decisione, sostenendo che la chirurgia estetica non dovrebbe sfiorare il mondo adolescenziale.