Arriva Wojtyla a Rio polizia in prima linea

Un film brasiliano non vinceva il Festival di Berlino dal 1998, quando l’Orso d’oro andò a Central do Brasil di Walter Salles. Ancor più a sorpresa che allora, quest’anno s’è imposto Tropa de elite (Truppa scelta) di José Padilha, storia di un reparto speciale della polizia militare, composto di centocinquanta specialisti. Tropa de elite esce in Italia con tre minuti di meno rispetto alla copia del Festival e con un’aggiunta arbitraria al titolo: Squadroni della morte. Come se, dalla vicenda, si volessero prendere le distanze.
L’emergenza è comune in un Paese dalle dimensioni del Brasile: nel film di Padilha, occorre prevenire attentati in occasione della visita di Giovanni Paolo II a Rio de Janeiro. È il 1997; la città ha quartieri degradati, dove la legge arriva o con la mano venale dei poliziotti civili o con la mano pesante dei poliziotti militari. È uno di loro il reale capitano Rodrigo Pimentel (nel film interpretato da Wagner Moura), che deve anche designare un successore fra gli allievi della scuola per agenti... Fedele a una vocazione didattica, una volta lasciato il servizio Pimentel ha messo i suoi ricordi in un libro - scritto con l’ex superiore André Batista e con un intellettuale, Luiz Eduardo Soares - che ora appare a rimorchio del film (Bompiani).
Distribuito nel mondo dai fratelli Weinstein, Tropa de elite è un film che ha le ambiguità dei polizieschi hollywoodiani: mostra le durezze repressive e al contempo le giustifica. Ciò ha suscitato critiche politiche al Festival di Berlino. Ma il problema di Tropa de elite è che racconta, su uno sfondo nuovo per noi, una vecchia storia.

TROPA DE ELITE di José Padilha (Brasile, 2007), con Wagner Moura, André Ramiro. 115 minuti