Arrivano da Broadway i cigni maschi di Matthew Bourne

Agli Arcimboldi il &quot;Lago&quot; geniale del coreografo inglese. E all’Elfo Puccini il balletto contemporaneo di Alonzo King<br />

Il coraggio di afferrare un classico immortale, maneggiarlo con passione e al contempo con una furia ai limiti del profano. Tutto questo, senza tradire lo spartito di Ciaikovskij, né lo spirito di una storia che da sempre affascina il pubblico. Quando il coraggio trova terreno fertile nel talento, appare poi abbastanza naturale che il trionfo si trasformi, a sua volta, in un classico. E tale si può ben definire «Swan Lake» di Matthew Borune, uno spettacolo che da quindici anni registra il tutto esaurito in tutto il mondo, che ha raccolto una messe impressionante di premi (una trentina internazionali, senza contare i due Tony Awards vinti dall'autore, unico inglese ad essersi aggiudicato i prestigiosi «Oscar del teatro» sia come migliore coreografo che come miglior regista) ed è, a tutt'oggi, il balletto da più tempo in scena a Broadway e nel West End londinese. Non solo: a tal punto questa variopinta, spettacolare e «cinematografica» rivisitazione del «Lago dei Cigni» è diventata un fenomeno popolare nel mondo anglosassone, che un celebre musical come «Billy Elliot», storia di passione per la danza divenuta blockbuster nei cinema di tutto il mondo, omaggia «Swan Lake» con una citazione. Basterebbe questo per spiegare l'indiscusso appeal che lo show di Matthew Bourne, finalmente in Italia (grazie al Mas Music Arts & Show), si appresta ad esercitare sul pubblico appassionato, nelle date in cartellone al Teatro degli Arcimboldi dal 17 al 25 novembre (ore 21, ingresso 60-25 euro, info 02.64.11.42.212). La settimana , per gli appassionati di danza, si fa addirittura memorabile, se si pensa che sulla piazza milanese - dal 16 al 21 novembre prossimi (ore 21, ingresso 20-15 euro, info 02.00.66.06.06) - arriva il Lines Ballet di Alonzo King, nella cornice dell'edizione 2010 del festival «MilanOltre»: coreografo di culto, King propone al Teatro Elfo Puccini diversi programmi, tra cui il popolare «Rasa», spettacolo nato in collaborazione con il percussionista indiano Zakir Hussain, e «Refraction», su spartito originale dell'afromaericano (di Houston, Yexas) Jason Moran, pianista jazz che, ciliegina sulla torta, si è ritagliato un palcoscenico tutto personale la sera dell'11 novembre al Blue Note, quasi a voler sottolineare fisicamente, nel crocevia di Milano, l'incontro e la staffetta tra vari tipi di arte, nel segno della grande musica. Sempre di Alonzo King, all'Elfo Puccini andranno in scena «The Moroccan Project» e l'ultima creazione, «Splash». I maggiori riflettori li conquista comunque «Swan Lake», con quella sua idea originalissima di trasformare la celebre favola del «Lago dei Cigni» in una vicenda moderna, a tratti ferocemente beffarda, dal taglio cinematografico capace di ipnotizzare il pubblico, nella quale si guarda con parecchio disincanto alle storie «reali» (nel senso di relativo ai membri della Corona), ispirate dalla famiglia regnante d'Inghilterra. «Negli anni Novanta - ha spiegato lo stesso Matthew Borune - i membri della famiglia reale erano al centro di svariate vicende, i media non lasciavano tregua». Ecco, dunque, il contrasto tra un'epoca cinica, pop, e le rigidità formali di una casa reale. Ruoli ingombranti, principi frustrati, e un racconto d'amore dove i protagonisti sono tutti rigorosamente maschi.