Arrivano i cattivi, la polizia allontana i buoni

(...) I cittadini non ne possono più di avere quel centro sociale sotto casa con tutti i problemi che comporta. Spaccio di droga, alcol, musica a tutto volume fino a notte, macchine spaccate, delinquenza e paura. Insomma, un inferno. Per i genovesi, ovviamente. Mica per gli occupanti abusivi degli ex magazzini del sale. Dunque, il presidio leghista: i militanti sono una decina non di più, pronti con i loro fogli per raccogliere le sottoscrizioni della gente e per un’oretta almeno ci riescono.
«Poi la Digos ci ha chiesto cortesemente di andare via perché si stavano mobilitando in 150 dal centro sociale “Humpty Dumpty” e “Terra di nessuno” per venire qui», racconta Davide Rossi dopo aver tolto da Piazza del Monastero tutto quello che avevano portato. «Ci hanno detto che per questioni di ordine pubblico era meglio andare via». Loro, gli agenti della Digos erano soltanto in sei e non sarebbero riusciti a garantire l a sicurezza né per i leghisti né per i cittadini. Tanto più che intorno alla piazza era pieno di auto e quindi c’era anche il rischio di danni.
«È una cosa che mi dà fastidio: noi avevamo le autorizzazioni, tutto in regola. Ma la prossima settimana torneremo di nuovo - promette Rossi -. In un’ora abbiamo raccolto 200 firme». Negozianti, anziani che non ne possono più di questa convivenza forzata con il centro sociale. È dal 1993 che gli antagonisti si sono impossessati di una parte del vecchio edificio che appartiene al Comune di Genova, mentre l’altra che affaccia su viale Canepa, è del Consorzio del Porto.
«C’è una sorta di copertura più o meno legale dei partiti che appoggiano il sindaco e il Municipio - continua Rossi -. Quando provammo a fare una seduta del parlamentino in piazza Monastero, trovammo fuori dallo Zapata uno striscione con la scritta “Fuori la Lega dal quartiere”. E mica l’hanno tolto. Ci hanno detto che non riuscivano». Figurarsi.
Lui, Rossi alle minacce ci ha fatto l’abitudine: gli hanno mandato lettere minatorie e messaggini poco rassicuranti sul cellulare. Rigato l’auto e imbrattati i muri della sede della Lega. Ma non molla. Con le firme raccolte ieri, vuol fare una mozione in Municipio per chiedere che anche lo Zapata rispetti le regole, come tutti gli altri.
«Ora dentro ci sono più extracomunitari che italiani, si è trasformato in un ricovero per stranieri». Su quell’area, spiega ancora il leghista, c’è un vincolo della sovrintendenza. Come Carroccio, avevano proposto di farci una caserma dei vigili del fuoco o della polizia. Ma questa idea va in direzione opposta a quella del sindaco Vincenzi.
«Lei vorrebbe regolarizzarli. Ma così si dà adito a chiunque di poter occupare qualsiasi luogo e fare quello che vuole con la scusa che poi qualcuno pensa a sistemare tutto. Una sconfitta per le istituzioni».Giulia Guerri