Arrivano i militari nelle stazioni della metro

Svanirà l’incubo di camminare da soli nelle stazioni della metropolitana o di transitare presso i capolinea degli autobus. La morte di Giovanna Reggiani, uccisa nell’ottobre 2007 da un romeno appena uscita da Tor di Quinto e lo stupro subito due mesi fa alla Storta da una studentessa di Lesotho saranno solo un ricordo.
Ieri, infatti, il sindaco Gianni Alemanno ha annunciato che presto i militari verranno impiegati per presidiare i luoghi a rischio, in attesa che scatti a settembre il «Progetto sicurezza integrato Tpl» che prevede l’installazione di ottocento telecamere di sorveglianza e cento colonnine Sos.
«Non ritengo che i militari debbano essere utilizzati con compiti di pattugliamento nei centri abitati, mentre possono essere impiegati per presidiare siti periferici isolati», ha spiegato il primo cittadino, precisando che ci sono già 23 punti critici individuati. E in campo entreranno anche vigilantes e volontari. «Pensiamo a un protocollo con le agenzie di vigilanza privata per utilizzare e mettere a sistema le forze disposte sul territorio - ha detto -. Inoltre potrebbe essere utilizzato anche personale della protezione civile per integrare e garantire maggiore controllo, specialmente d’estate». Osservate speciali saranno le stazioni Fs di Tor di Quinto, Nomentana, Muratella, Trastevere, Tuscolana, Prenestina, Quattro Venti, Torricola, Tiburtina, La Storta, Tor di Valle, Acqua Acetosa, Saxa Rubra, Labaro e Campi Sportivi e le fermate della metro Magliana, Cipro, Colosseo, Mattia Battistini, Ponte Mammolo e Anagnina. Monitorati anche due capolinea di autobus periferici, Campi Sportivi e Via Boglione. A queste aree già individuate, poi, se ne aggiungeranno altre 9: le stazioni Fs di Nuovo Salario, Valle Aurelia, Castel Fusano, Acilia, Capannelle, Ponte Casilino e Settebagni oltre alle fermate della tube capitolina di Rebibbia e Magliana.
«Tuttavia - ha sottolineato Alemanno - ancora non abbiamo il decreto applicativo del Ministro dell’Interno del pacchetto sicurezza. Questo prevede la disponibilità di tremila unità delle forze armate. Ma attualmente non sappiamo ancora quante saranno destinate a Roma. Le unità potranno essere utilizzate anche nelle ambasciate, per risparmiare personale che può essere impiegato sul territorio».
Quando invece partirà il piano operativo del «Progetto sicurezza integrata Trasporto pubblico locale», le fermate della metro, quelle ferroviarie, i capolinea degli autobus e i parcheggi pubblici verranno dotati di occhi elettronici che serviranno a proteggere gli abitanti della capitale. «La nostra intenzione è quella di coinvolgere anche Provincia e Regione nella redazione del nuovo Patto per Roma - ha aggiunto il sindaco, cercando di placare le polemiche sollevate dall’incontro privato avuto con il ministro dell’Interno -. La settimana prossima è prevista una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Vogliamo coinvolgere tutti e risolvere la situazione in fretta».