Arrivano i primi 200 profughi, è polemica

Code per la distribuzione dei pasti caldi dopo il lungo viaggio via mare da Lampedusa e poi via terra dalla Liguria. Sono arrivati i primi profughi al residence Ripamonti di Pieve Emanuele. Tre pullman li hanno trasportati dal porto di Genova fino alla nuova, temporanea casa a sud di Milano. Molti uomini ma anche donne e bambini nel primo gruppo di 195 persone accolte perché in fuga da condizioni di guerra e di persecuzione nei loro Paesi di origine. Oggi arriverà il secondo gruppo: altre 215 persone.
Secondo le previsioni, resteranno per una decina di giorni nel residence di Pieve Emanuele che è stato scelto dalla Protezione civile nazionale come “hub”, primo luogo di raccolta e smistamento dei rifugiati. L’obiettivo è spalmarli il più possibile tra i Comuni della Lombardia, in modo che siano accolti senza problemi dalla popolazione. Anche Cinisello Balsamo ha dato una prima piccola prova di accoglienza: dieci profughi sono stati ospitati in un hotel.
I Comuni si dicono certi che tutto procederà senza scossoni né intoppi. Gli altri luoghi scelti che hanno garantito la prima ospitalità sono un centro Caritas di Darfo Boario, le Suore Poverelle di Palosco, nel Bergamasco, il Centro di recupero Gulliver di Varese, hotel di Lodi e di Mantova. Una distribuzione già piuttosto capillare, ma che sarà soggetta a ulteriori smistamenti nelle prossime settimane.
«Anci Lombardia sta lavorando da giorni al tavolo regionale che ha il compito di organizzare l’arrivo dei profughi dal Nord Africa, per superare la prima fase di accoglimento temporaneo dei rifugiati e individuare, nella seconda fase, a livello territoriale, strutture di accoglienza idonee per periodi di permanenza più lunghi» spiega una nota dell’Associazione dei Comuni lombardi.
Le polemiche si registrano invece in casa leghista. Il sindaco di Opera, lumbard, contesta l’arrivo dei profughi, nonostante si stratti di una decisione più volte illustrata dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, «Dopo la battaglia per evitare l’insediamento di un campo nomadi, la lotta per allontanare dal comune alle porte di Milano fenomeni come prostituzione e spacciatori, l’amministrazione si prepara alla difesa del territorio» protesta il sindaco leghista di Opera, Ettore Fusco. Il sindaco si lamenta anche delle spese sostenute dalla collettività. Di tutt’altro tenore le parole del sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini: «Mi sembra che lo sviluppo delle operazioni dimostri come, muovendoci tutti di comune accordo e soprattutto con tempestività, si possa trasformare un potenziale problema per il territorio in un’operazione riuscita di accoglienza e solidarietà». la città di Lodi oggi ha accolto ventitré profughi.