«Arrivano i progetti, il console firma Viaggi e vacanze a spese dello Stato»

da Milano

Ernesto Salvi, da dieci anni broker per la Edward Jones Investments, è un consigliere del Comites, il comitato degli italiani residenti all’estero. La città ospita la terza comunità italiana in Canada coi suoi 7mila italiani, dietro Toronto (70mila) e Montreal (50mila) e ha ricevuto 600mila euro.
Cos’è il Comites e che ruolo ha?
«Siamo l’organo consultivo del Console, Uberto Vanni d’Archirafi. Esprimiamo pareri non vincolanti sulla vita della comunità italiana. Siamo un organismo inutile, più o meno».
Quanti Comites ci sono?
«In Canada ce ne sono quattro, a Edmonton, Toronto e Montreal oltre che a Vancouver. Poi c’è il Cgie».
E che cos’è?
«È l’ex parlamentino degli italiani all’estero, ha sede a Roma ed è stato creato prima che venisse concesso il voto degli italiani all’estero. E poi ci sono i deputati e i senatori eletti nel 2006».
Avete già approvato lo stanziamento per il biennio 2008-2009?
«Ancora no. Ci sono stati sottoposti cinque progetti. Abbiamo dato parere favorevole a due. Uno si chiama Live in Vancouver, fatto in partnership con la Camera di Commercio Italiana di Vancouver. Dura 12 mesi ed è rivolto a 20 studenti disoccupati per aiutarli ad inserirsi sul mercato del lavoro canadese».
Quanto costerà?
«Meno di 290mila euro»
Quanti ne sono stati stanziati?
«Seicentomila. C’è un altro progetto, presentato da una società pugliese che già l’anno scorso si è aggiudicato quasi l'intero ammontare».
Che cosa prevede?
«L’obiettivo è “rafforzare i rapporti tra la comunità italiana della British Columbia e la madrepatria attraverso la formazione di 3 operatori turistici”».
Quanto costa?
«550mila euro».
Quello dell’anno scorso che cosa prevedeva?
«La creazione di “figure professionali esperte nella promozione del sistema enogastronomico italiano”».
Quanto è costato?
«447.050 euro».
E come è andata?
«L’11 luglio scorso i 20 allievi sono andati quindici giorni in Italia, tra Toscana, Marche, Umbria e Puglia, a illustrare i risultati del corso. Tutto a spese dello Stato».