Arrivano le preghiere incise sulle gioie: non solo un feticcio fashion

ElenaAdveniat regnum tuum. Finalmente la fede si in-vera? Su vere d’argento e oro è istoriata la frase del «Padre nostro» che due ragazzi di San Sepolcro hanno fatto istoriare su una fede alta 15 millimetri dal midollo guerriero di uno scudo crociato. Un sacro feticcio fashion come tanti ne spuntano di questi tempi in cui «tira» portare crocette e rosari brillanti quanto collier per pantere? Parrebbe di no ad ascoltare la storia di «Tuum» e «Tuam», gli anelli con «Pater Noster» e «Ave Maria», scolpiti parola dopo parola con la tecnica orafa della Magna Grecia. «Crescendo nella terra di San Francesco e Piero della Francesca, abbiamo voluto imprimere in un oggetto la forza della materia. Quando abbiamo concepito il gioiello eravamo due amici che volevano creare un testimone di religiosità» racconta Michele Alberti che dà inizio con Simone Finocchi, ingegnere, all’avventura intorno al suono di un predicato orante, il latino tuum. «Un impulso ci ha dato il coraggio: non deve frenarci la paura della crisi».
Dopo lo studio della prima fede in argento, nasce l’impresa il 6 luglio del 2009, l’azienda «Tuum» che chiude l’anno con un fatturato di 47 mila euro. Grazie a internet e al passaparola di amici nel 2010 il fatturato passa a 500 mila euro. «Ora vola. Abbiamo fatto anche le vere nuziali e nel 2013 battezzeremo il ciondolo con l’Angelo di Dio». Disse un saggio ai discepoli: «Non portate né oro né argento». Si chiamava Gesù, lo stesso che predisse a coloro che avevano oro in abudantia che non sarebbero mai arrivati al regnum suum. Come la mettiamo? Risposta da un milione di fedi che costano dai 195 ai duemila euro. Oppure risposta da mille vere cesellate per la fondazione Exodus di don Mazzi. Il ricavato della vendita andrà alla scuola «Ambalakilonga» in Madagascar per bimbi che conoscono la verità dei sacramenti.