Arrivano gli svizzeri per rimettere a posto gli orari delle Ferrovie

Fabrizio Graffione

Sono le guardie svizzere dell'orologio. Hanno nomi italiani, perché vengono dal Canton Ticino. Sono i maghi degli orari dei treni che hanno ricevuto il mandato di rivoluzionare i tempi di attesa nelle stazioni in Liguria. Come hanno fatto a Zurigo, Ginevra, in Francia e in altri paesi europei. La loro parola d'ordine, manco a dirlo, si chiama precisione. L'arco e la freccia, come quelle di Guglielmo Tell, sono gli orari cadenzati e la connessione con i bus.
Mario Margini, assessore alle Infrastrutture, non si fida di Regione e Ferrovie dello Stato. E così ha voluto che gli svizzeri calassero a Genova e mettessero nero su bianco il loro programma orario di riorganizzazione del nodo ferroviario, che è stato presentato ieri pomeriggio nella sala rossa di Tursi. L'assessore comunale genovese ha tuttavia avvertito che si tratta di uno studio parallelo a quello esistente e molto simile, delle Ferrovie dello Stato, e che non ha alcuna intenzione di fare concorrenza alla regione sulla competenza per il traffico su rotaia. «Si tratta soltanto di un'integrazione, un'eventuale aiuto per risolvere i problemi».
In sostanza, si vuole applicare l'orario cadenzato alla tratta genovese, tra Voltri e Nervi, per la linea metropolitana o treno leggero, così come per quella tra Savona e Genova e Genova e Sestri Levante. Il tutto ispirandosi ai modelli svizzeri.
Funzionamento e risultati del progetto, durato alcuni mesi di studio, e dettagliatamente presentato ieri, partono dalle magagne della nostra rete ferroviaria. Gli esperti hanno notato come vi sia una mancanza di sistematicità dei convogli tra Nervi e Voltri e sulla Sestri Levante- Savona. Su 34 tipi di treni, ben 25 sono differenti. Tra le sei e le nove del mattino le partenze di molti treni non sono cadenzate, ma lasciano le stazioni in orari con minuti differenti. Gli elevati tempi di percorrenza dei treni intercity interferiscono con quelli dei treni locali.
Gli svizzeri della Lucchini, David, Mariotta SA, la società di ingegneri associati esperti di trasporto pubblico, ha quindi pensato alla soluzione partendo dal vincolo fisso dei convogli intercity, che, per la loro natura, non sarebbe facile cambiare. Hanno quindi diviso in tre fasce i convogli liguri, i treni metropolitani, i treni regionali, i treni navetta. Tra Voltri e Nervi, per i primi, le cadenze degli orari di partenza, dovrebbero essere semi orarie, cioè ogni quarto d'ora, tutte le volte allo stesso minuto. Da Savona a Recco e da Genova a Busalla ogni mezz'ora. Per i treni regionali da Savona a Sestri Levante, si progetta la cadenza oraria, che diminuisce ogni mezz'ora per le ore ad alto traffico di utenti e per la zona del ponente. Per i treni navetta, cadenza oraria tra Busalla e Genova Sampierdarena, con rinforzo per la Bassa Valpolcevera con cadenza semi oraria, in modo da non provocare disagi agli utenti di quelle zone e quartieri.