È arrivato il sushi certificato

Mangiare sushi in Italia è di una facilità estrema, ma quanti strappano applausi a un giapponese in Italia? Pochi. È un problema di cultura ancora prima che di palato, tanto che il governo giapponese ha deciso, come a suo tempo ha fatto quello italiano, di certificare i veri sushi. Il primo sushi take away garantito nel nostro Paese è stato inaugurato due giorni fa all’interno dell’Iper Piazza Portello a Milano, www.portelloeventi.it. Si chiama Yamato Sushi, dove Yamato è l’antico nome del Giappone.
Tale il significato dell’operazione, che alla prima degustazione era presente Yuji Nakamura, ambasciatore giapponese in Italia che, con simpatia, ha rivelato alcuni importanti aneddoti: «Quando arrivai per la prima volta in Europa era il 1966 e in tutto il continente esistevano 4 ristoranti giapponesi, uno a Parigi, uno a Londra e due in Germania, frequentati solo da miei compatrioti. Ma devo anche dire che nel ’76 i ristoranti italiani a Tokyo erano pure lì solo 4 e uno di uno svizzero. Ora invece, in Giappone è boom di cucina italiana, ma quanta è davvero italiana? Così i sushi da voi. Quando due anni fa seppi che ero destinato a diventare ambasciatore a Roma, ero nella sede di Berna e acquistai un dizionario tedesco-italiano per approfondire la vostra lingua. Vi trovai la parola sushi, eguale nelle due lingue: der sushi e il sushi. Questo è segno di successo, ma noi giapponesi vorremmo che sia il successo dell’autentico nostro piatto. A Milano ha aperto il primo sushi take away che certifichiamo. Conosco meglio Roma e su circa 25 posti giapponesi 4 o 5 sono buoni. So anche che il livello della qualità a Milano è superiore ma è importante anche che si mangi autentico».