In arrivo un’altra infornata di tecnici e prof

RomaNiente politici, nemmeno sulla seconda lista. Solo «tecnici d’area», con il compito di fare da ufficiali di collegamento tra Palazzo Chigi e il Parlamento e di cercare di ancorare il governo ai partiti che devono sostenerlo. Ma le nomine, spiega Mario Monti, «saranno ispirate al criterio di sobrietà e competenza». E nessuna fretta, perché la partita si sta complicando assai. «Prenderemo qualche giorno ancora - racconta il premier - il Consiglio dei ministri di lunedì si occuperà di Roma capitale e di altre cose». Dunque, la scelta dei sottosegretari slitterà alla metà della prossima settimana.
Incertezza pure sui numeri. Si prevede un’altra piccola infornata di professori universitari. Si parla di almeno quattro viceministri e di una trentina di sottosegretari, per arrivare complessivamente a un gabinetto composto al massimo da una cinquantina di persone, più asciutto di quello del Cavaliere. Sicuramente gli innesti più consistenti dovranno essere fatti all’Economia. Monti ha tenuto l’interim del dicastero, serviranno quindi quattro viceministri: Guido Tabellini, preside della Bocconi, e Paolo de Ioanna dovrebbero andare al Bilancio, Vittorio Grilli al Tesoro, Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, alle Finanze. Sempre per Via XX Settembre, con il rango di sottosegretari, si fanno i nomi di Vincenzo Fortunato, capo di gabinetto di Tremonti, e di Vieri Ceriani, autore con Vincenzo Visco della riforma fiscale del 1998, tornato poi in Banca d’Italia.
Delicata sarà anche la scelta del vice di Corrado Passera. Per la delega alle telecomunicazioni Zeno Zencovich, che ha aiutato Maurizio Gasparri per la legge sulle tv, deve vedersela con due tecnici d’area, Antonio Martusciello e Nicola D’Angelo, nominati all’Agcom da Pdl e Pd. Antonio Bargone dovrebbe invece andare alle Infrastrutture.
Per il Welfare il favorito appare Luigi Cocilovo, ex braccio destro di Sergio D’Antoni ed ex big della Cisl: ma sono il pista pure Carlo Dell’Aringa, docente di Economia politica alla Cattolica di Milano, e Pietro Ichino, che pur essendo un senatore del Pd, è considerato un tecnico a tutti gli effetti.
Per il Viminale sono in lizza tre prefetti, Luigi De Sena, Achille Serra e Raffaele Lauro. Per la Giustizia i nomi caldi sono soprattutto due: Michele Saponara, avvocato, ex membro del Csm in quota Pdl, e il capo del settore legislativo di Via Arenula, Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa. E per i Beni culturali dovrebbe spuntarla Umberto Croppi, ex assessore alla Cultura nella giunta di Gianni Alemanno, prima di trasmigrare al Fli.
Paolo Peluffo, consigliere di Stato, ex portavoce di Carlo Azeglio Ciampi a Palazzo Chigi e al Quirinale, viene associato a diversi dicasteri, in particolare all’Istruzione. E visto che stavolta anche i partiti potranno dire la loro, ecco che nel totosegretari spuntano vari tecnici di area. Dai democratici Giampaolo D’Andrea, che potrebbe andare ai Rapporti con il Parlamento, e Massimo Brutti, destinato alla Difesa, a Francesco D’Onofrio dell’Udc, grande esperto di questioni istituzionali.
All’elenco si potrebbero aggiungere poi Gianluigi Magri, Luigi Meduri, Cristina De Luca, Vasco Giannotti. Tutti ex onorevoli, tutti molto esperti, tutti con le conoscenze necessarie per fare da ammorbidenti e accompagnare i ministri tecnici nel lavoro nelle commissioni parlamentari e ad attraversare senza troppi danni la giungla dei regolamenti di Camera e Senato.