In arrivo braccialetto elettronico e 100 agenti per Genova sicura

Il viceministro Minniti firma in Prefettura il patto per combattere gli effetti della criminalità locale nelle strade della Superba

Braccialetti elettronici per i criminali, potenziamento delle telecamere di sorveglianza sul territorio, cento agenti di rinforzo ai colleghi di polizia carabinieri, guardia di finanza, una forza di intervento rapido, composta da altri seicento agenti, a disposizione del prefetto genovese, maggiore collaborazione con la polizia municipale e istituzione del vigile di quartiere da affiancare al poliziotto di quartiere.
Sono i punti principali del «Patto per Genova sicura» firmato ieri mattina in prefettura dal viceministro degli Interni Marco Minniti, il prefetto Giuseppe Romano, il presidente della Regione Claudio Burlando, il presidente della Provincia Alessandro Repetto, il sindaco Marta Vincenzi. Il sottosegretario, prima della riunione in prefettura, ha incontrato l'arcivescovo Angelo Bagnasco, per esprimergli la solidarietà del governo per le continue minacce che il numero uno della chiesa genovese ha subìto negli ultimi mesi.
Il patto prevede un finanziamento, da parte dello Stato, di due milioni di euro, mezzo milione per il Comune di Genova, un milione per la Regione, un altro mezzo milione per la Provincia genovese. È la prima uscita pubblica di Repetto e Vincenzi dopo le elezioni. Il sindaco ha anche annunciato di stanziare altri finanziamenti e di volere inserire Genova nel progetto wireless a livello nazionale.
«Il Comune - ha spiegato Vincenzi - prevede di dedicare al progetto sicurezza e di gestire in autonomia un altro milione e 790mila euro. Si tratta di fondi da destinare, in sede di gruppo di lavoro per la sicurezza, a un centro di monitoraggio per incidentalità e sicurezza stradale e al potenziamento degli strumenti e tecnologie per la sicurezza stradale. Ci sono poi altri due milioni e 910mila euro per il finanziamento di interventi di riqualificazione del territorio finalizzati alla sicurezza da destinare principalmente alle aree Ghetto, San Filippo e Begato dove è forte il disagio sociale. In Valpolcevera abbiamo anche intenzione di realizzare un progetto di educazione alla legalità per le bande di giovani. Sono previsti inoltre finanziamenti per i Civ di Bolzaneto, Carlo Felice, corso Buenos Aires, piazza della Vittoria, via Fiasella, via Venti Settembre, dedicati principalmente all'illuminazione pubblica, alla strada amica dei bambini e delle famiglie e alla riqualificazione di salita Viale e di via porta d'Archi».
I braccialetti elettronici potranno diventare operativi sui criminali a partire da autunno, se Genova farà parte del progetto nazionale wireless che prevede l'installazione di apparecchi ricetrasmittenti su tutto il territorio. È stato poi inserito nel patto per la programmazione dei servizi notturni dei vigili urbani con un potenziamento, almeno nei fine settimana, delle pattuglie soprattutto nei quartieri del centro cittadino genovese. «Genova è una città discretamente sicura - ha detto il prefetto Romano - anche se ci sono delle zone rosse. Gli immigrati regolari sono circa quarantamila ai quali occorre sommare altri cinquemila clandestini. La maggior parte si comporta bene e lavora normalmente. Tuttavia occorre destinare risorse per trovare soluzioni al disagio sociale e allo stesso tempo sorvegliare e ridurre il numero delle persone che agisce al di fuori della legalità e crea problemi alla popolazione. Agenti, braccialetti, videosorveglianza, possono aiutare le forze dell'ordine».