In arrivo al Gallaratese 200 alloggi popolari

Un piccolo quartiere sta per sorgere tra via Appennini e via Consolini, al Gallaratese. Sono in arrivo infatti 196 nuovi alloggi di edilizia sociale che accoglieranno, nella primavera del 2010, 587 abitanti. È stato pubblicato, infatti, lunedì il bando di gara che il prossimo autunno consegnerà i lavori alla ditta vincitrice. Costo dell’opera, interamente finanziata dal Comune, è di circa 30 milioni di euro, come spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Bruno Simini: «Con una spesa di oltre 30 milioni di euro l'amministrazione comunale dà il via ad un importante intervento: un vero e proprio quartiere a nord di Milano, con 8 corpi edilizi, un totale di quasi 200 alloggi, spazi verdi, asilo nido, un centro ascolto, posti auto. Nel giro di 3 anni la città potrà contare sulla realizzazione di questo importante progetto, il giusto proseguimento di un percorso, intrapreso negli ultimi anni, che punta ad arginare e ridurre l'emergenza abitativa. L'intenzione è formare un nuovo spazio urbano capace di integrare e di integrarsi con il contesto. Un nuovo complesso residenziale, ma al tempo stesso un nuovo polmone verde del quartiere».
Il progetto, firmato da Alessandra Macchioni, Samuel Arriola Clemenz e Renzo Candidi, prevede oltre ai 196 alloggi popolari teleriscaldati, anche 186 parcheggi interrati, 54 parcheggi di prossimità, negozi e servizi sociali come un asilo nido per 40 bambini, un centro di ascolto per stranieri e spazi per le associazioni di quartiere.
L’elemento che caratterizza il nuovo complesso residenziale è il verde: un parco di 23.500 metri quadrati, interamente percorribile e aperto al quartiere, intervallato da isole verdi su cui saranno disposti gli edifici, di altezza variabile tra i nove e i quattro piani, e costruite su diversi livelli. Le case saranno disposte in modo da formare delle corti aperte, pensate per essere luoghi di incontro tra i residenti, collegate tra loro e al resto della zona da percorsi pedonali. Insomma il nuovo quartiere si caratterizza per la sua filosofia pubblica: «La nostra intenzione - spiegano gli architetti vincitori del concorso internazionale di progettazione - è quella di determinare una relazione diretta tra l’individuo e la città, attraverso la ricerca di uno spazio che si realizzi e prenda forma attraverso l’immagine della casa intesa come luogo di comunicazione e pertanto aperto verso l’esterno. L’alternarsi di spazi pubblici e corti private, di verde e di costruito, di pieni e di vuoti, vengono così a costruire un unicum definito, integrato al contesto, il tutto legato da una fitta rete pedonale».