In arrivo quattro concerti big per non spegnere la musica

È il suo momento: Andrea Liberovici, in questi anni, è balzato prepotentemente alla ribalta. Musicista (con il nome nobile di papà alle spalle), scrittore, regista, autore, insomma di «tutto e di più» in campo culturale. Mentre riceve il Premio regionale Ligure (altro riconoscimento dell’ultima ora) annuncia, spinto da una notizia curiosa e inedita, che forse presenterà una canzone al Festival di Sanremo nientepopodimeno che con i versi del «santone» della letteratura nostrana, Edoardo Sanguineti con il quale ha collaborato su tanti versanti. Ma non basta: in questi giorni debutta come regista allo Stabile con «Lo Zoo di vetro», guidando nientepopodimeno che la inquietante attrice Claudia Cardinale.
Andiamo con ordine: festival di Sanremo. Il suo co-autore Sanguineti in una intervista a Silvana Zanovello conferma: «Pippo Baudo è rimasto stupito, ci ha ascoltato e penso voglia dare un’impronta naturale al nuovo festival».
Pericolose queste dichiarazioni «baudiane» se è vero che (su schemi antichi) vorrà riportare il «dopofestival» con lo stravagante e insidioso Chiambretti. Che tipo di canzone sarà dunque? Ancora Sanguineti: «Proporremo una canzone fuori dal regime obbligato della tradizionale “canzone per Sanremo”. Più che una provocazione la nostra sarà una ricerca».
Visto che Sanremo è sempre Sanremo, importante è avere il personaggio: e così vedremo che tipo di proposta verrà da Liberovici e Sanguineti. Sanguineti e Liberovici hanno imposto anche l’interprete: una spilungona, ma eccitante attrice a loro molto cara, Ottavia Fusco. Insomma un bel «pateracchio» intellettuale che sconvolgerà la solita monotona carovana sanremese e porterà polemiche a non finire. Il più sereno (da grande genio qual’è) appare proprio lui, Liberovici. «Non so ancora molto - sorride sul palcoscenico del Duse ricevendo il Premio regionale - solo una notizia». Lo dice sorridendo furbetto. Perché sembra che da tempo (forse da anni) i due abbiano composto questa «performance» da gettare in pasto alla massa. In fondo debbono essersi detti: basta con «Shakespeare.com.it» pensiamo a fare anche qualche soldino... Mica male! Se poi aggiungiamo che il «divino» Edoardo potrebbe diventare sindaco di Genova, vi immaginate un sindaco vincitore al festival di Sanremo? Uno scoop senza fine...
Ma andiamo avanti: Liberovici ha firmato anche la regia dello «Zoo di vetro», un capolavoro del teatro mondiale, dopo aver «plagiato» (teatralmente parlando) la stupenda Claudia Cardinale. Il debutto a Roma purtroppo fu deleterio, tanto che il critico massimo Franco Cordelli sul «Corriere della sera» ha scritto: «... egli insomma (Liberovici, ndr) confezionava uno degli spettacoli più evanescenti e irritanti di quanti se ne siano visti all’Eliseo e altrove negli ultimi duecento anni». Crisi del regista? Depressione? Niente affatto: sorrisi e solo sorrisi visto che al debutto genovese tutto è filato per il verso giusto. E soprattutto ha vinto il sorriso di una grande attrice come è ancora Claudia Josephine Rose Cardinale nata il 15 aprile 1939 a Tunisi. E non basta ancora: perché l’ennesima idea geniale del «vanitoso» (così definito da Cordelli) maestro verrà realizzata all’ospedale di San Martino. L’iniziativa (partner Luca Borsani) si intitola: «Musica in corsia» e sarà un incontro con i malati attraverso piccoli concerti di musica classica di cui Liberovici sarà autore e interprete insieme ad altri bravi musicisti. Non avrà la funzione di «musicoterapia», ma certo il concertino permetterà al direttore generale Cosenza di pensare meno alle liste d’attesa, ai posti letto che vengono tagliati, ai primari che se ne vanno... «Toccata e fuga» potrebbe intitolarsi il primo brano in omaggio a qualche primario che sta scappando dalle corsie del S. Martino...