ARROGANZA PUNITA

Più che Prodi poté la piazza. Fino a pochi giorni fa di calare le tasse non se ne poteva neanche parlare. Ora le cose sono cambiate, eccome se sono cambiate. Il governo ha presentato un emendamento alla sua Finanziaria dove si dice che le tasse possono essere ridotte anche nel 2007.
L’emendamento è stato presentato da Enrico Morando, presidente della commissione Bilancio del Senato. Un senatore della corrente liberal dei Ds che conta. Nessuno potrà dire che questo emendamento è stato presentato contro la volontà del governo perché è matematicamente certo che Morando abbia concordato questa misura con il governo, non si tratta di un peone qualsiasi.
Ormai gli italiani hanno preso le misure del professore bolognese. Somiglia un po’ a quei gradassi che al bar fanno gli sbruffoni e poi, quando rientrano a casa, la moglie li mette in riga. Successe così anche per la Telecom: in Cina fece sapere che lui non ci pensava neanche ad andare a riferire in Parlamento e che era matto (espressione che del resto usa sempre più spesso) chi glielo chiedeva. Poi, con la coda fra le gambe, si recò sia alla Camera che al Senato. Riferì quello che doveva, non convinse ma, soprattutto, si rimangiò totalmente il suo proposito. Nei confronti della manifestazione di sabato scorso a piazza San Giovanni è successa la stessa cosa. Intervistato a Bologna, disse che non avrebbe cambiato un bel nulla, che dalla piazza aveva sentito solo insulti (li aveva sentiti solo lui) e che questa manovra era stata fatta nell’interesse dei cittadini, con coscienza e dunque non andava cambiata. Riduzione delle tasse, neanche l’ombra. L’arroganza di Prodi, in questo caso, si era unita a quella di Fassino e a molti altri del centrosinistra. Secondo loro la manifestazione di sabato era stata un qualcosa di risibile e che non aveva significato politico.
Evidentemente qualcuno, tornati tutti a casa, li ha fatti riflettere. Qualcuno gli aveva detto che se quelli che erano in piazza San Giovanni rappresentano (come è vero) la maggioranza degli italiani che non è d’accordo con la politica fiscale di questo governo, forse non è il caso di snobbarla e di irridere ad essa. Tra l’altro è da notare un particolare non irrilevante: questa piazza non è quella del sindacato che come obiettivo aveva Berlusconi indipendentemente da ciò che faceva. Qui l’obiettivo è Prodi che vuole aumentare le tasse perché ritiene che questa sia la via maestra da seguire.
Si sono dovuti rimangiare dosi imponenti di fiele che avevano secreto sabato e nei giorni precedenti. Spinti dalla piazza hanno dovuto fare marcia indietro sul punto fondamentale della manovra finanziaria sulla quale si regge tutta questa strana e dannosa impalcatura. Non hanno fatto marcia indietro su di un particolare irrilevante o marginale. Hanno fatto marcia indietro sulle tasse, il loro cavallo di battaglia. Piazza San Giovanni li ha disarcionati e, con le terga a terra, hanno deciso di tentare di arrabattarsi in qualche modo.
L’opposizione ha votato a favore dell’emendamento Morando. Ha fatto bene perché in questo modo ha inchiodato il governo ad una sua responsabilità e ha siglato così, con questa firma, il successo della manifestazione di sabato. L’Udc si è astenuta e noi ci asteniamo dal commentare la loro astensione perché dovremmo entrare in un labirinto di pensieri che ci porterebbe lontano. Hanno detto che volevano fare un’opposizione diversa, più costruttiva. Chissà cosa vuol dire.