Arse vive in Kenya almeno 15 persone

Nairobi. Orrori senza fine nella Rift Valley, nel Kenya centrale, a causa dei contestati risultati delle elezioni presidenziali dello scorso 27 dicembre. Tra sabato e ieri sono state uccise almeno altre 35 persone, quindici delle quali, tra cui donne e bambini, arse vive nelle loro case. In questo conflitto, che non è solo politico, ma anche etnico, innocenti vengono uccisi con il machete, lapidati. Nella Rift Valley - rimasta in precedenza fuori dalle violenze post-voto che sconvolgono il Kenya (oltre 800 morti, ma probabilmente ben più di 1.000) - è ormai caccia al kikuyo, principale etnia del Kenya, quella del presidente Mwai Kibaki, la cui contestata rielezione ha scatenato l’ondata di violenze da parte dei sostenitori del candidato sconfitto, il milionario di sinistra, Raila Odinga. La polizia è intervenuta con selvaggia brutalità. L’ex segretario generale dell’Onu, il ghaniano Kofi Annan continua il suo tentativo di mediazione: ieri ha rivisto Odinga, ma nulla di positivo è emerso dall’incontro.