Artaud al Pac tra delirio ed elettroshock

Questo pomeriggio alle 19 il Pac - Padiglione d'Arte Contemporanea, via Palestro 14 - ospita la conferenza «Artaud: corpo fulminato (135 volts) la lingua che nuda deflagra» elettroshock, delirio, creazione spasmodica. Relatori: Jean-Jacques Lebel, curatore della mostra «Artaud. Volti/Labirinti» in svolgimento al Pac, e Susanna Verri, psichiatra e psicoterapeuta del Centro Studi Assenza. I due terranno una conferenza-dibattito, dialogando intorno ad Antonin Artaud e al rapporto tra creatività e follia. «Pensare, non sognare è il nostro dovere», scrive Artaud un anno prima di morire in Van Gogh, il suicidato della società. Come intendere la schizofrenia in un uomo di grande e sottile ingegno, un artista innovatore e rivoluzionario quale fu Artaud? Quali il confine e la prossimità tra «delirio» e pensare?
I documenti ora raccolti da Lebel e Païni al Pac faranno da sfondo alla conversazione, introdurranno il pubblico alla vita e all'opera di questo uomo inquieto ed inquietante: il cinema, il teatro, la scrittura, le poesie, le lettere, gli autoritratti, la malattia, i ricoveri coatti, il manicomio di Rodez durante la guerra, gli elettroshock. Gli amici intellettuali e la mobilitazione per «liberare» Artaud dall'internamento. Le immagini dei suoi film, e, come una sorta di pedale di fondo, la sensazione forte e straniante, della voce in lontananza di Artaud nel provino «La fine del mondo» (1930). Ingresso libero sino ad esaurimento posti. Informazioni 02-7600.9085.