Arte Bianca a Parabita, il Salento con dolcezza

nostro inviato a Parabita (Lecce)
Il Salento ha diversi comuni che tutti conoscono e tanti noti a pochi. Parabita, alle spalle di Gallipoli, appartiene alla seconda categoria; quasi diecimila abitanti e uno in particolare che giustifica una sosta nel paese devoto alla Madonna della Coltura: Antonio Campeggio, 39 anni, pasticciere, da poco entrato nell’Accademia dei maestri pasticceri, www.accademia-maestri-pasticceri.it, quattro in tutto i pugliesi.
La prima visita quasi per caso in piena estate. Cercavo dei taralli e non ricordo più chi mi suggerì di fermarmi a Parabita per i pasticciotti di un qualcuno che non ricordava bene come si chiamasse, giusto il termine arte abbinato a qualche aggettivo dolcettoso. Missione compiuta senza tanta fatica perché lì tutti conoscono e apprezzano Campeggio, un ragazzo pieno di entusiasmo, a 13 anni i primi impasti per gioco, un decennio dopo i primi per lavoro fino al trasloco quattro anni fa nel nuovo laboratorio, Arte Bianca, un gioiellino lungo una via anonima e periferica, comoda però per arrivarci in auto e sostare senza problemi.
Si entra e lA vetrina è subito lì in tutto il suo splendore e la sua ricchezza. Io sono rimasto letteralmente a bocca aperta, incantato dalla varietà dell’offerta. In un Salento dove basta poco per distinguersi, Antonio fulmina per concreti effetti speciali. Prendiamo il pasticciotto, il tradizionale tortino di frolla e crema pasticcera che in genere è uno e unico e che lui declina in due formati, piccolo o grande, e in cinque versioni differenti: classico, metà crema e metà cioccolato, con amarena (da sballo), al limone e alle nocciole.
E ancora il cornetto al burro, il krantz, la brioche con crema pasticcera, il croissant sfogliato con crema di mandorle e rum, i mignon di frolla e crema di tiramisù, da giochi erotici con il proprio amore assieme alle mousse al caffè e poi quell’espresso ricoperto di crema di latte da sorseggiare piano pensando e sognando. Una sublime Arte Bianca.
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