«È un’arte che nasce in questa città»

L’assessorato alla Cultura di Milano resterà intatto e nemmeno una delega (neanche quella sulla musica) andrà all’ex assessore Stefano Zecchi. Così assicura Vittorio Sgarbi, nello stesso giorno in cui giura che «la moda è un tema centrale dell’assessorato alla Cultura», perché «il linguaggio della moda è linguaggio espressivo d’arte, un linguaggio creativo che ha a Milano la sua base, come la pittura l’aveva a Firenze nel Rinascimento». Sgarbi si mostra sicuro dei propri incarichi: «L'assessorato resterà nella sua integrità, Zecchi credo avrà una presidenza, ma la cosa non mi riguarda. Sono convinto che avrà un ruolo importante, ma se ne occuperà il sindaco». Precisazioni arrivate dopo che durante la conferenza stampa di presentazione della stagione scaligera uno tra i presenti aveva criticato il ruolo di Sgarbi e chiesto lumi sull’incarico musicale per Zecchi, ricevendo come risposta un «no comment» dalla Moratti.
Spiega Sgarbi: «C’è stato un accordo politico, non un ricatto, con Moratti per il ritiro della mia lista», un accordo che prevedeva un assessorato, appunto, anche se senza definire quale. I progetti iniziati da Zecchi, come ad esempio la Casa del Jazz e la Casa della Poesia, saranno portati avanti. Ed è sicuro, ha annunciato l’assessore, che il ciclo di musica e poesia di San Maurizio sarà potenziato. Sgarbi si dice «dispiaciuto» di non aver telefonato a Zecchi, mentre ha sentito il suo predecessore Salvatore Carrubba: «Però è difficile chiamare chi ti attacca».
Sgarbi ha poi bocciato l’idea del museo della Moda: «La blocchi nella dimensione del costume e la fai diventare un’altra cosa, l’opposto della moda, la resistenza nel tempo del gusto». Invece «la moda è indomabile, vive in modo vibrante come un’opera lirica o una sinfonia, nell'hic et nunc in cui viene diretta».