Arte e atmosfera nei dipinti delle vele d’epoca

Atmosfera d'eccellenza, elitaria e accogliente. Boiserie in mogano, tappezzerie e tendaggi. E ancora un paio di poltroncine, rigorosamente in pelle - sì sono loro, le Chesterfield - che non lasciano adito a dubbi. Abbiamo varcato le soglie del tempo e dello spazio per essere catapultati in uno Yacht Club inglese di fine Ottocento. Una nuova avventura ci attende al Galata Museo del Mare: al secondo piano, dopo aver scoperto un brigantino-goletta, studiato la pesca e il lavoro di un cantiere navale, si aprono le soglie di questo «nuovo» esclusivo club, ispirato al blasonato Royal Yacht Squadron dell'isola di Wight, che ha il suo admiral nel principe Filippo e che ancora oggi è rigorosamente riservato ai soli soci. Uomini, s'intende. La nuova sezione permanente del museo è stata creata per fruire pienamente, con la complicità dell'atmosfera e di un video, le opere della Collezione Beppe Croce. Dipinti a olio, acquarelli e litografie concepiti per celebrare la bellezza delle barche da diporto e narrarne le più grandi imprese. A commissionare questi Yachts Portraits aristocratici, armatori e capitani di velieri inglesi che in club come quello qui evocato - che per la boiserie si ispira alla biblioteca di Croce - erano di casa. Era l'età dell'oro delle prime memorabili regate, come la Coppa delle 100 Ghinee del 1851 da cui sarebbe poi nata la Coppa America, un'epoca che attraverso i dipinti di golette, yawl e cutter sentiamo in tutto il suo splendore. A essere affascinato da questi dipinti nei suoi frequenti viaggi in Inghilterra - prima come Presidente dell'Unione delle Società Veliche Italiane poi quale primo e unico non anglosassone a guidare la Federazione Mondiale della Vela dal 1969 fino alla sua scomparsa nel 1986 - è lui, Beppe Croce, nato nel '14 a Genova. Qui nel 1879 era sorto il Regio Yacht Club Italiano: tra i fondatori il nonno di Beppe, che per il suo ottavo compleanno gli regala un Dinghy 12 piedi, prima di una lunga serie di barche con cui avrebbe solcato i mari per regate fino alla guerra, che lo vedrà impegnato con l'Organizzazione Franchi. Nel frattempo la ricerca tra collezionisti e antiquari inglesi dei dipinti cresce fino a diventare una rara collezione di un centinaio di opere. Queste oggi vivono al Museo, salutata con commozione da Carlo Croce che ieri ha festeggiato l'inaugurazione dello spazio godibile in modo suggestivo ed emozionante.