Arte e disagio mentale Le «Acrobazie» di Favelli

Sono in mostra fino al 20 dicembre le opere realizzate all'interno dell'Atelier di Pittura Adriano e Michele nel Centro Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli, a San Colombano al Lambro: all'interno dell'ospedale psichiatrico è stato realizzato un ampio spazio appositamente dedicato all'arte, e, dal 2004, per un progetto promosso da UniCredit, viene invitato un giovane artista già affermato nel panorama dell'arte contemporanea, in modo da interagire con i ricoverati e tenere un laboratorio della durata di un anno. L'artista invitato per quest'anno è Flavio Favelli, che ha continuato e approfondito il suo lavoro sul «marchio» inteso come immagine stereotipata. Impossibile non notare la libertà, l'assenza di filtri e pregiudizi che traspare inequivocabilmente dalle «Acrobazie», i disegni delle persone ricoverate: il simbolo dell'Agip, o della Fanta, come del Martini, o le carte geografiche, l'Alitalia, o le banconote, riprodotti come per essere il più possibile fedeli all'immagine di partenza, ma con proporzioni e priorità a volte sorprendentemente diverse. La pazzia diventa un'atmosfera, un clima che pervade l'ambiente, che tocca da vicino e colpisce per la sua stessa naturalezza e, infondo, normalità. «Io sono abbastanza abituato alla pazzia -dice anche Favelli-. Mio padre era schizofrenico. Il mio lavoro spesso è stato anche molto concreto, di rapporti diretti con le persone. A volte non avevano voglia di finire un disegno, li convincevo offrendo qualcosa in cambio: io do una cosa a te, una caramella, una sigaretta..., e tu dai qualcosa a me, finire il disegno». Favelli ha anche realizzato per l'Atelier un'installazione permanente: una sorta di gabinetto rinascimentale che riveste con pavimento e pareti lignee l'intera superficie del centro (oltre 300 mq).