Arte e musica, un polo universitario a Milano

Il primo passo del governo sarà riconoscere i titoli di studio delle tre istituzioni private coinvolte

Un altro punto a favore di Milano nella competizione con la capitale. Il Ministero per l’Istruzione ha deciso di investire la nostra città del prestigioso ruolo di capitale dell’alta formazione artistico-musicale. «L’eccellenza di Milano è proprio l’alta formazione che va valorizzata come merita. Non è giusto che Roma, dove l’alta formazione artistica è presente ma in grande sofferenza, abbia tutta l’offerta e Milano no» dichiara il sottosegretario al Miur, Nando Dalla Chiesa presentando la creazione di un polo universitario artistico musicale, che partirà proprio dal progetto della cosiddetta «Grande Brera».
Il progetto, tante volte annunciato ma mai partito, prevede l’ampliamento dell’Accademia delle Belle Arti attraverso una sede distaccata, che comporterebbe l’espansione della Pinacoteca, attualmente sacrificata negli spazi, nelle stanze liberate dalla Accademia. Niente paura per lo storico quartiere degli artisti: le discipline tradizionali, cioè pittura e scultura, rimarrebbero nella storica sede come richiesto con forza dal direttore dell’Accademia Fernando De Filippi. Per i nuovi corsi, invece, cioè arti visive multimediali, si sta cercando una dependance, che possa essere attraente e vantaggiosa anche per i docenti, che si oppongono al trasloco. Inizialmente si era pensato alla Bovisa, in via Durando, dove hanno sede la facoltà di archittetura e di disegno industriale, ma il progetto è fallito. «Stiamo cercando un’area di circa 20mila metri quadrati - annuncia Dalla Chiesa -. Il nostro budget è di 26 milioni di euro. La Bovisa è una buona soluzione, ma non l’unica».
«Aspettiamo che dall’Accademia arrivi una richiesta formale precisa - replica Carlo Masseroli, assessore allo Sviluppo del territorio di Palazzo Marino che ha incontrato recentemente le parti interessate - una volta capite le esigenze, che mi auguro arrivino in tempi brevi, offriamo la massima collaborazione».
Oltre all’Accademia sono state convocate dal Ministero per l’Istruzione il 26 aprile anche il Naba cioè la Nuova Accademia di Belle Arti, la Domus Academy, la scuola di teatro Paolo Grassi, il Conservatorio e l’Accademia di danza della Scala. «Istituzioni pubbliche e private che rappresentano la punta di diamante dell’alta formazione artistico musicale - spiega Dalla Chiesa - con un alto potenziale di internazionalizzazione. Il Naba, infatti, offre corsi di alta qualità e ha il 25% di studenti stranieri, così come Domus Academy, che vanta addirittura il 90% di iscritti stranieri e che, paradossalmente, è riconosciuto in inghilterra e non in Italia. Il primo passo sarà quello di riconoscere i titoli di studio delle tre istituzioni private coinvolte, su cui ci siamo impegnati. Bisognerà poi lavorare a una strategia che valorizzi e renda attraente per gli studenti d’Europa venire a studiare a Milano». Quando si dice l’unione fa la forza. «Il sistema sarà conveniente per tutti - spiega il sottosegretario -. Per fare un esempio, il sindaco Moratti ha promesso un polo espositivo in centro che permetta di valorizzare l’immensa collezione dell’Accademia che giace nei depositi, di esporre le opere dei docenti che non si possono permettere di pagare una galleria e degli studenti, che potrebbero pagarsi gli studi vendendo le opere. Lo spazio sarebbe ovviamente anche a disposizione del Naba».
Una volta che il polo dell’alta formazione sarà avviato, toccherà al Comune fare la sua parte: pensare all’accoglienza degli stranieri, agli alloggi per studenti, piaga di Milano, e a tutti quei servizi che gravitano intorno al mondo universitario.