Arte, musica e spettacolo in un Polo

Certo, parlando di un Polo Mediterraneo per l'Arte, la Musica e lo Spettacolo che ha come punta di diamante Genova, è lecito pensare a chi, proprio a Genova, la musica la fa per mestiere; sarà perché è ormai quotidiana cronaca cittadina, ma di fatto tutte le strade portano al Carlo Felice.
E in effetti una delle cinque istituzioni - accanto a Conservatorio, che sarà anche sede ufficiale del Polo, Teatro Stabile, Accademia Ligustica, Università - che ieri mattina nella Sala Concerti del Conservatorio ha siglato il Protocollo d'Intesa, è proprio il nostro Teatro dell'Opera: ottimo, occasione in più per carpire qualche segreto d'ufficio, tra lotte a coltello Di Benedetto/sindacati e indiscrezioni sul cambio di rotta alla sovrintendenza, magari prima di ascoltare l'atteso verdetto della Vincenzi.
Ma ieri alla conferenza stampa Di Benedetto non c'era. E chi lo rappresentava, Elvira Bonfanti, nulla ha lasciato trapelare, e ha deluso le attese con un laconico «impegno urgente» del sovrintendente. Peccato, perché sarebbe prezioso conoscere il reale stato di salute del nostro teatro, e nella fattispecie capire come e in che misura parteciperà a questo importante progetto.
Sì, perché le aspettative riguardo questo accordo non sono poche; ieri non c'era Di Benedetto, ma erano presenti le principali autorità: il Sottosegretario per l'Università e la Ricerca onorevole Nando Dalla Chiesa, il Direttore Generale per l'Alta Formazione Artistica e Musicale Giorgio Bruno Civello, una nutrita rappresentanza delle forze politiche cittadine, oltre naturalmente ai rappresentanti di tutte le istituzioni coinvolte.
Obiettivo del progetto, una stretta collaborazione tra le stesse - ma il Polo rimane aperto a tutte le istituzioni limitrofe, affini o comunque che grande ruolo hanno nella produzione culturale in genere - per potenziare l'offerta formativa, valorizzare il diritto allo studio, incentivare la promozione e la produzione delle attività artistiche; in una parola, agevolare i giovani nella loro crescita, grazie ad attività didattiche aggiuntive che mettano in contatto aree di studio differenti e alla creazione di spazi a disposizione delle varie attività, magari attirando anche studenti stranieri, per rendere davvero Genova «città aperta».
«Non ci metteremo forse nella pancia di una nave per portare le nostre novità in giro - dice il direttore del Conservatorio Patrizia Conti - ma ci daremo da fare per rendere il tutto concreto il più presto possibile. Cinque sono le istituzioni fondatrici, ma molto più numerosi potranno essere i soggetti coinvolti nel Polo per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. In fondo, è vero. L'unione fa la forza».