Arte Povera e Ontani, la (quasi) rinascita del Castello di Rivoli

Due grandi mostre dedicate agli anni Sessanta e a uno degli artisti italiani più originali potrebbe aiutare il prestigioso sito d'arte a riprendersi dal declino

Rivoli ricomincia dall'Arte Povera ma non solo. In contemporanea a una delle retrospettive più interessanti relative al grande movimento fondato da Germano Celant, il suggestivo Castello alle porte di Torino presenta anche un'interessante antologica di uno degli artisti italiani più singolari: Luigi Ontani, presente negli spazi della Manica Lunga. Potrebbe essere proprio questa inedita accoppiata a segnare il rilancio di quello che per anni è stato il più prestigioso luogo d'arte contemporanea: il Castello di Rivoli , appunto che, oltre alla preziosa collezione di arte italiana a cavallo degli anni Sessanta, ha tenuto a battesimo alcune delle più grandi mostre di arte contemporanea che si siano tenute in Italia. Tra le tante, ricordiamo quella dedicata a William Kentridge, Pierre Huyghe, Franz Kline e molte altre. Poi, negli ultimi anni, un black out che ha coinciso con il cambio di direzione ma forse anche con una congiuntura economica sempre più sfavorevole per tutte le istituzioni d'arte. Tant'è. Ora, in occasione della grande retrospettiva dedicata all'Arte Povera che si celebra in sette città italiane (l'ultima appena inaugurata alla Triennale di Milano), il Castello torna a mostrare il miglior volto, mettendo in relazione grandi opere storiche della collezione (ma non solo) con lavori internazionali dagli anni Sessanta in poi. Un segno di possibile rinascita, si spera, a cui fa pendant la buona antologica dedicata a Ontani. Una rinascita in cui sperano tutti coloro che ricordano gli anni d'oro quando, sotto la direzione di Ida Gianelli, le inaugurazioni del castello attiravano centinaia tra artisti e critici da tutto il mondo. Ma veniamo alle due esposizioni. Nelle sale dedicate all'Arte Poverra, le opere storiche dei protagonisti del movimento sono a confronto con altrettanti capolavori di artisti della scena internazionale dell'epoca. La maggior parte delle opere provengono da collezioni museali italiane e dalla fitta rete di collezionisti privati che, sin dalla fine degli anni Sessanta, si occuparono di Arte povera. La selezione degli artisti internazionali è avvenuta attraverso un'accurata ricerca scientifica delle mostre che tra il 1966 e il 1972 hanno visto l'Arte povera in dialogo con diverse e parallele correnti artistiche, dalla Land Art alla Conceptual e Body Art.
«Le scatole viventi / The Living Boxes» èinvece il titolo della personale di Ontani alla Manica Lunga. Eclettico e inventivo, pioniere della performance e della video arte, Luigi Ontani (Grizzana Morandi - Bologna, 24 novembre 1943) si è confrontato con vari mezzi espressivi affrontando numerose tematiche, dal citazionismo colto fino alla cultura popolare. Attraverso l'appropriazione di un vasto repertorio di simboli e segni visivi, il ricorso al mondo dell'infanzia e ad un immaginario libero e ludico, Ontani costruisce un vero e proprio Universo di cui lui stesso è autore e attore. La mostra si compone di un ampio ventaglio di opere che ripercorrono e ricostruiscono l'intero processo creativo dell'artista italiano: dalla storica serie delle foto acquarellate realizzate in India negli anni Settanta, a cui appartengono Acquaiolo e Davide e Goliaentrambe del 1976, fino ai più recenti light-box lenticolari come Nara Garuda Singh, 2002.