Arte, sequestrato in Florida il Cristo del Romanino prestato dal museo di Brera

La proprietà del prezioso dipinto, acquistato dalla pinacoteca milanese nel 1998, è rivendicata dagli eredi di una famiglia ebraica francese «espropriata» dal regime di Vichy nel 1941. In attesa del processo, la giustizia americana blocca il quadro

È finito sotto sequestro cautelativo negli Stati Uniti il dipinto del 1538 «Cristo portacroce trascinato da un manigoldo» del Romanino che la Pinacoteca di Brera aveva prestato nel marzo scorso al Mary Brogan Museum of Arts and Sciences della Florida. Il provvedimento è stato adottato su richiesta degli eredi di una famiglia ebraica italiana, fuggita nel 1940 dalla Francia invasa dalla Germania nazista, che rivendicano la proprietà del dipinto.
«Non posso farci nulla, a parte chiedermi come mai la Pinacoteca abbia fatto attraversare l'Oceano a un dipinto dalla discutibile storia», ha commentato il direttore del «Broga», Chucha Barber, citato dal quotidiano locale 'Orlando Sentinel'. Il quadro, assicurato per 2,5 milioni di dollari, è ora in custodia presso i funzionari del Dipartimento della sicurezza nazionale Usa, in attesa che venga stabilito chi è il legittimo proprietario.
Stando all'ufficio del procuratore federale, è appartenuto a collezioni private di famiglie europee fino al 1914, quando venne acquistato da Federico Gentili di Giuseppe, un ricco ebreo che viveva a Parigi e che è morto nell'aprile del 1940, un mese prima che la Francia venisse invasa. I suoi eredi fuggirono da Parigi senza avere il tempo, ovviamente, di portarsi dietro molti beni, fra i quali diversi dipinti, che vennero messi all'asta dal governo di Vichy che nel 1941 impedì alla famiglia di reclamarne la proprietà.
Il Cristo di Girolamo Romano detto il Romanino è stato acquistato dalla Pinacoteca di Brera nel 1998.