Tra arte, storia e gastronomia

da Firenze

Non solo arte e storia. Il nuovo viaggiatore in Toscana troverà, letteralmente, pane per i propri denti. La gastronomia è ricca e variegata, ogni luogo ha le proprie specialità e andare per trattorie, per botteghe di alimentari, per cantine o sagre è un piacere che spesso e volentieri si concedono anche i toscani. Ogni stagione, come era prima della seconda guerra mondiale e l’Italia era ancora un paese agricolo, ha le città dove merita fermarsi per qualche peccato di gola. Doc, docg, dop e così via punteggiano tutta la regione.
E poi c’è il mosaico di tradizioni, l’accoglienza spesso ruvida - leggendari il «cattivo carattere» dei fiorentini, critici su tutto, ma prima di tutto con se stessi e la loro città, o l’ironia ruvida e incessante dei livornesi - che basta poco e si trasforma in calore. In Toscana, nelle tante Toscana, ci si sente a casa anche dopo pochi giorni e di solito chi la visita ci torna e ci ritorna. Magari per diventare, un giorno, toscani doc, orgogliosi di esserlo come lo sono quelli che ci sono nati e qui hanno le radici