Arte, a Verona le ceramiche postindustriali di Bertozzi e Casoni

Una grande mostra dei due scultori di Imola negli spazi della Fama Gallery di Masha Facchini

Una nuova grande mostra di arte contemporanea quella inaugurata in questi giorni negli spazi della Fama Gallery di Verona, la galleria fondata da Masha Facchini. In mostra le opere del duo Bertozzi & Casoni che rappresentano un caso emblematico nella scultura internazionale. Anche stavolta, il progetto comprende opere surreali e pop realizzate in ceramica, materiale che fin dai primi anni Ottanta gli artisti di Imola privilegiano per opere e installazioni che coniugano in modo paradossale una tecnica tradizionale a una poetica che connotazioni spesso concettuali. Alla Fama Gallery, i due hanno messo a punto, sotto il titolo «DisGRAZIE», un elegante allestimento di opere che si sprigionano nello spazio in relazione a due temi. Nella prima sala lo spettatore viene attirato da una serie di zolle di terra contenenti sedimentazioni di varia natura, compresi rifiuti, resti umani e animali. Questi agglomerati - in cui è sepolto ciò che abitualmente si vuole rimuovere -, rappresentano l'humus prolifero da cui germinano microcosmi floreali di strabiliante bellezza. La seconda sezione comprende compressioni di scarti recuperati della "discarica" della società consumistica contemporanea (scatolette, lattine e rottami metallici); da questi cumuli di scorie affiorano piante grasse, impermeabili e robuste al punto tale da sopravvivere all'aggressione dei rifiuti e donargli nuovo vigore. L'obbiettivo, spiegano i due artisti, è quello di far convivere disastri e bellezze, trasformando l'imminente memento mori della natura con i suoi processi di decomposizione organica e inorganica, in nuova linfa.
La mostra di Bertozzi & Casoni continua questo inizio di stagione della galleria che in questi giorni è presente con il proprio stand alla fiera Art Verona. Anche quest'anno la galleria di Masha Facchini proporrà i progetti di artisti internazionali del calibro di Matt Collishaw che a settembre ha presentato «Modern Pastimes», a cura di Danilo Eccher, in cui sono stati esposti lavori inediti appositamente realizzati per gli spazi della galleria. La scorsa primavera ha ospitato la collettiva Phantasmagoria che ha presentato i lavori di cinque tra i più interessanti artisti della scena britannica contemporanea: Sam Buxton, Tim Noble & Sue Webster, Barry Reigate e Conrad Shawcross. In precedenza, lo spazio di Corso Cavour aveva messo in mostra un interessante progetto di un'altra artista italiana particolarmente interessante per i suoi originali assemblage: la bolognese Sissi che a inizio d'anno ha presentato le opere appartenenti al suo ultimo ciclo, «Abitanti», abiti-reliquia che indaga significato e significante della parola «abito» che, spogliato della sua funzione, si fa "abitante". Tra i fiori all'occhiello della galleria di Masha Facchini, anche artisti internazionali del calibro di Marc Quinn che nel 2009, proprio a Verona, fu protagonista di una grande mostra intitolata «Il Mito» coadiuvata da una serie di installazioni in alcuni importanti siti del centro storico tra cui la casa di Giulietta.