Artigiani in allarme: con l’Imu si chiude

(...) per i 2.386 capannoni, le imprese pagheranno tra i 2.044 euro e i 5.418 euro. Dall’amara classifica delle città della Liguria si salva Savona che per i 190 manufatti artigianali vedrà pagamenti compresi tra i 686 e i 1.819 euro. «In questo periodo di crisi - commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria - l’Imu potrà trasformarsi nell’ennesima batosta a danno dei piccoli imprenditori che con fatica, negli anni, sono riusciti ad acquistare un immobile per svolgere la propria attività. In più la tendenza dei Comuni liguri a indirizzarsi verso l’applicazione dell’aliquota massima senza magari prevedere agevolazioni per le piccole attività produrrà effetti devastanti per le nostre imprese che sono ormai a rischio collasso».
A patire il balzello dell’imposta sulla casa saranno anche i piccoli commercianti con importi da pagare che varieranno dai 421 ai 1.116 euro. Costi più contenuti ad Imperia (da 316 a 836 euro), Savona (da 301 a 797 euro) e alla Spezia (da 242 ai 640 euro). Un albergo di proprietà costerà di Imu a Genova (la più cara della Liguria) dai 6.259 euro ai 16.587 euro; a Savona tra i 4.929 euro ai 13.063 euro; a Imperia tra i 2.816 euro ai 7.462 euro; alla Spezia tra i 2.438 euro ai 6.459 euro.
Cifre che preoccupano la Confartigianato ligure in un momento in cui la crisi dei consumi è patita ormai da tutti e molte aziende fanno fatica a gestire le risorse per restare aperte: «La scorsa settimana ho consegnato contributi dell’ente bilaterale dell’artigianato - racconta Luca Costi, segretario regionale Confartigianato Liguria -. Assegni di poco conto, inferiori ai mille euro per imprese che erano intervenute sugli impianti di sicurezza: in tanti mi hanno ringraziato per quei pochi soldi sono stati una boccata d’ossigeno, questo spiega che momento stiamo attraversando». Tassare le imprese, dunque, appare il modo peggiore per tenere in vita il lavoro. In questo quadro, giudizio negativo anche sulla scelta attuata dal sindaco di Genova Marco Doria di ritoccare verso alto l’aliquota Imu: «Non bastano gesti simbolici come taxi e cappuccino tagliati alla giunta per fare digerire simili bastonate - commenta Costi -. Capiamo perfettamente i problemi dei Comuni, ma quando si attuano azioni di questo tipo bisogna tenere conto dell’impatto economico. Si tocchino le società partecipate che in Liguria costituiscono nel totale il 9,5 per cento del Pil, rispetto al 4,6 della media italiana».