Artigiani, un’azienda su cinque torna ad assumere

Dopo l’anno orribile, arriva qualche segnale di ripresa anche nel mondo dell’artigianato. Un ottimismo velato, s’intende, ma pur sempre ottimismo. In base a un sondaggio promosso dall’Unione degli artigiani della Provincia di Milano, sembra che quest’anno un’impresa su cinque riprenderà ad assumere. Tuttavia una su nove sarà costretta a ridurre il personale, senza riuscire ad invertire il segno negativo dei bilanci. L’epoca dei licenziamenti e della cassa integrazione non è ancora finita ma qualche audace, il 30 per cento dei mille artigiani intervistati, riprenderà a fare investimenti. Di contro altri colleghi continueranno a chiedere credito alle banche, sperando di vedere tempi migliori: la tendenza si registra soprattutto nel settore della metalmeccanica, dell’edilizia e delle acconciature. Tra i settori più colpiti dalla crisi, costretti a tagli e ridimensionamenti, ci sono l’edilizia e l’artigianato artistico.
«Lo scenario del 2010 e i dati relativi al 2009 - commenta Marco Accornero, segretario generale dell’Unione artigiani della Provincia di Milano - dimostrano che il cammino della crisi economica ha lasciato danni rilevanti anche tra le imprese artigiane che pur continuano a rappresentare il settore più responsabile, almeno stando anche ai disastri recentissimi della media e grande industria. C’è da augurarsi che questo ottimismo, seppur velato, venga supportato da una più attenta politica del credito e alcune facilitazioni in materia fiscale e occupazionale, che le nostre imprese si aspettano a breve».
Proprio per questo gli artigiani vedono di buon occhio la decisione di anticipare l’accesso al lavoro da 16 a 15 anni, con l’obbiettivo di aprire nuove prospettive «per l’apprendistato, particolarmente penalizzato nel 2009, e soprattutto per il futuro di tanti giovani “parcheggiati” nella scuola senza poter esprimere potenzialità e predisposizioni ad avviarsi ad una gratificante predisposizione».
Un altro mini segnale positivo è nascosto nei dati del credito e della moratoria. Gli artigiani che hanno chiesto un finanziamento alla banca avrebbero potuto inoltrare richiesta per ottenere la sospensione del pagamento della rata. In realtà sono stati pochissimi quelli che ne hanno approfittato. «Le imprese - rilevano all’Unione artigiani - sono ancora restie ad avvalersi di questa agevolazione. Atteggiamento comprensibile per chi ha quasi interamente estinto il finanziamento in corso, meno per tutti gli altri. Forse l’opportunità non è sufficientemente pubblicizzata, forse restano i timori di dover far fronte successivamente a pagamenti troppo onerosi o sostenere spese aggiuntive».