Gli artigiani: le entrate record sono merito del Polo

Felice Manti

da Milano

Maggioranza e opposizione continuano a contendersi il merito delle entrate fiscali record nel 2006, ben 37 miliardi di euro in più nei primi undici mesi dell’anno. Risorse apparentemente con due «padri», che oltre a contendersi la genitura del «forziere» sono divisi anche su come utilizzarli. La Cgia di Mestre, l’associazione degli artigiani che studia l’andamento economico del nostro Paese, calcoli alla mano, ha dato ragione al centrodestra: «Il merito delle entrate boom del 2006 - si legge in un rapporto diffuso ieri - non è legato alle misure anti evasione volute dal governo Prodi ma è merito della riforma fiscale varata dal governo Berlusconi nel 2005».
Secondo la Cgia «le principali ragioni dell’aumento del gettito derivano dalla crescita del 4,4% dei consumi nel primo semestre 2006, e dall’aumento nei primi mesi di quest’anno dell’1,7% del prodotto interno lordo nazionale», non certamente «al recupero di fasce di evasione, come sostiene invece il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco».
Secondo il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, l’aumento dei versamenti fiscali è strettamente legato «all’allargamento degli studi di settore ai liberi professionisti e alle normative più stringenti sulle contabilità ordinarie delle società di capitali» introdotte dal governo Berlusconi con la Finanziaria nel 2005, «i cui benefici - si legge ancora nello studio Cgia - sono legati anche all’aumento dell’occupazione e all’incremento delle retribuzioni contrattuali». Secondo il rapporto, infatti, «una componente importante l’ha avuta l’aumento del gettito dell'Irpef del 5,8% legato all’aumento dell’occupazione, cresciuta nel periodo gennaio-giugno 2006 del 2,9% rispetto allo stesso semestre 2005, e all’aumento del 3% nelle retribuzioni contrattuali nello stesso periodo di quest’anno rispetto al primo semestre del 2005».
«Se fossi Visco - ha sottolineato polemicamente lo stesso Bortolussi - allontanerei il sospetto che basti la mia faccia per far aumentare le entrate. Anche perché rischierà di perderla quando le entrate scenderanno», magari per colpa di una eccessiva pressione fiscale che potrebbe portare gli italiani a tentare nuove forme di elusione. «Gli effetti delle misure anti-elusive introdotte nel decreto Visco/Bersani - ha aggiunto il segretario della Cgia - non hanno avuto lo stesso “impatto” sull’economia delle misure varate dal governo di centrodestra».
La Cgia di Mestre ha le idee chiare anche sul «come» utilizzare queste risorse in più. «Grazie a queste nuove entrate inattese - ha chiesto il segretario degli artigiani mestrini - perché il Governo non decide di cancellare gli oltre 3 miliardi di euro di nuove entrate previsti nella Finanziaria attraverso la rimodulazione degli studi di settore?».
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