Artigiani, per ogni ditta milanese che chiude ne aprono due straniere

Il vento della crisi non soffia sulle imprese straniere. Tanto che per ogni ditta italiana che chiude i battenti, ce ne sono altre due con titolare immigrato che invece si iscrivono all'anagrafe dell'Unione piccoli artigiani di Milano e provincia. È l'altra faccia della medaglia di questa recessione che sta mettendo via via in ginocchio non solo la grande industria, ma anche la rete locale delle piccole imprese artigianali. A fine settembre il bilancio fra chiusure e mancate iscrizioni segnalava un segno negativo per le imprese a gestione italiana con un -1,2 per cento e un positivo +2,5 per cento per quelle con titolare straniero.
Oggi su 74mila ditte artigianali, il 17% è gestita da un extracomunitario. «Rischiano e si buttano su settori che noi abbiamo trascurato», spiega il presidente dell’Unione artigiani, Marco Accornero. In primis l'edilizia, dove il 45%, delle ditte è gestita da romeni, albanesi o egiziani. Seguono il settore delle pulizie con un 25% di presenza straniera e quello dell'autotrasporto.