Gli artigiani: «Salviamo Linate, ci serve»

No al depotenziamento dell’aeroporto di Linate. Gli artigiani non intendono spalancare le porte della polemica ma premono e chiedono che sia «salvato» lo scalo Forlanini. In particolare per i voli nazionali ed europei. E puntuale nella giornata cruciale per le sorti di Alitalia arriva la a presa di posizione dell’Unione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza di fronte alla reale possibilità che la compagnia di bandiera abbandoni lo scalo di Linate.
«Non confondiamo i destini dell’Alitalia con quelli dello scalo milanese che riveste un’importanza strategica - afferma il segretario generale dell’Unione, Marco Accornero –. Secondo una stima della nostra organizzazione, circa il 2 per cento degli oltre 240 mila operatori artigiani lombardi si serve, per motivi di lavoro, almeno 5 volte l’anno degli scali milanesi. Il 7,5 per cento lo fa almeno più di 10 volte l’anno e, complessivamente, oltre l’80 esprime gradimento per lo scalo di Linate».
E continua: «Non entriamo assolutamente nel merito – continua - Accornero – rispetto alla necessità che, per fronteggiare la crisi e dar corso al nuovo piano societario, Alitalia debba rinunciare a operare su Linate, ma ciò non toglie che occorre una soluzione».
In questi ultimi anni l’artigianato lombardo, milanese e brianzolo hanno vissuto un consistente processo di crescita ed espansione verso i mercati esteri raccogliendo le opportunità e le incentivazioni per rafforzare i processi d’internazionalizzazione.
«Gli imprenditori del nostro settore conclude - costituiscono sempre di più “utenza rilevante” anche nei collegamenti aerei verso le capitali europee. Crediamo che sia doveroso ascoltarne le proposte e considerare che l’aeroporto di Linate è davvero un riferimento indispensabile per la loro attività e per la crescita economica e produttiva».