Artissima, l’utopia poetica del futuro

Artissima 13, fiera dell’Arte Contemporanea, si è conclusa ieri a Torino. Oggetto di grande attenzione da parte delle istituzioni locali, è una fiera che punta sulla giovane creatività e sulle più recenti ricerche di materiali e linguaggi originali tra fotografie, video, installazioni e performance, e questo si rispecchia anche nella scelta delle gallerie che la compongono. Promossa e coordinata dalla Fondazione Torino Musei, con il sostegno dell’intero panorama istituzionale e non, riflette la lunga gittata degli investimenti che la città ha compiuto nel corso degli anni e di cui adesso si raccolgono i frutti. Per questa edizione sono stati spesi in acquisizioni pubbliche circa 1.650.000 euro. Le proposte dei musei e delle gallerie, le manifestazioni pubbliche come «Luci d’Artista» (installazioni luminose firmate da grandi artisti nelle vie della città), o la speciale apertura notturna di gallerie e altri spazi espositivi per «Saturday Night Art Fever» (l’11 novembre, dalle 21 a mezzanotte), hanno reso la città meta di collezionisti e di tutti gli attori del mondo dell’arte contemporanea.
Le fiere sono sempre un ottimo punto di scambio per gli addetti ai lavori e gli appassionati, e l’edizione di quest’anno non ha fatto eccezione. Le 172 gallerie italiane e straniere hanno fatto buoni affari anche se, come nella migliore tradizione, è impossibile stabilire cifre attendibili, mentre gli organizzatori stimano che si siano superati i 32.500 visitatori dello scorso anno. Giunto alla sesta edizione, il Premio Illycaffè Present Future di 10.000 euro è stato assegnato all’artista spagnolo Sergio Prego presentato dalle gallerie Soledad Lorenzo di Madrid e da Lehmann Maupin di New York, perché: «Tra i selezionati è quello che meglio interpreta il tema di questa edizione trasformando la ricerca del futuro e l’ansia di volerlo conoscere, in un’utopia poetica». Il Premio Carbone, premio speciale riservato alle gallerie partecipanti a New Entries, è stato assegnato alla Galleria Schleicher + Lange di Parigi. La scelta della galleria parigina ha inteso sottolineare la sua posizione nel presentare artisti giovani e interessanti, in modo originale, leggero, non banale, com’era appunto nello stile di Guido Carbone, appassionato gallerista torinese scomparso quest’anno. Polemiche ha sollevato invece l’iniziativa di Roberto Casiraghi, direttore di Artissima, di organizzare «Roma», acronimo di «Road Of conteMporary Art», nuova mostra mercato che si svolgerà dal 26 al 29 aprile in palazzi e luoghi storici della capitale. Pare peculiare che l’organizzatore di una manifestazione sostenuta a Torino da enti pubblici si proponga come privato a Roma; oltre a questa scomoda posizione del diretto interessato, che non soddisfa il consiglio d’amministrazione della Fondazione Torino Musei, proprietario del marchio di Artissima, rimane il dubbio sulla necessità di un’ulteriore manifestazione di questo genere in un mercato già asfittico e affollato come quello italiano. Casiraghi è sereno, i fatti diranno chi avrà ragione.