Gli artisti in piazza "Arridatece Sgarbi"

Sit-in e striscioni alla Scala: "Ritorna alla Cultura". Raccolta di firme. Andrea G. Pinketts: "E' stato uno degli assessori più efficaci"

«Sgarbi insostituibile», recita uno striscione appeso sulle transenne di fronte a Palazzo Marino, dove gli artisti milanesi si sono riuniti ieri pomeriggio in segno di protesta per l’allontanamento dell’assessore Vittorio Sgarbi. Il tam tam tra artisti e intellettuali è iniziato solo qualche giorno fa, ma sono in molti di loro a partecipare alla manifestazione, «SS Salva Sgarbi», promossa dalla Galleria Indipendente Famiglia Margini, e sostenuta dall’Associazione XPO, Puzzle 4 Peace, Anima Nera, Eveline, gli artisti di strada di Art Kitchen e Fondazione Xante Battaglia, e a trasformare parte di piazza della Scala in una esposizione all'aria aperta, tra installazioni, visi muti e accecati, puzzle giganti sul selciato, volantini con la scritta «Jesus love Vittorio» e scritte, ad alludere, negli intenti degli organizzatori della manifestazione artistica, ad una comunicazione interrotta. Qualcuno indossa anche una maglietta «Vittorio Sgarbi ti rivogliamo a Milano». È la metropoli delle tre del pomeriggio di una giornata incerta tra sole e pioggia. Molta gente è ancora in ufficio, ma gli artisti aspetteranno i milanesi ancora per qualche ora. I passanti si fermano, osservano incuriositi; qualcuno firma, altri si offrono volontari, qualcuno tira dritto. «Siamo qui per dire che non siamo d’accordo con quello che è accaduto: vogliamo mobilitare l’opinione pubblica, anche attraverso una raccolta di firme simbolica, che pubblicheremo on line e che faremo pervenire al sindaco Letizia Moratti. Ma vogliamo anche ringraziarlo. Sgarbi ha fatto davvero molto per i giovani artisti, senza chiedere nulla in cambio. Ha lavorato insieme ai suoi collaboratori senza risparmiarsi, senza orari, giorno e notte». Ha spiegato una delle organizzatrici, Grace Zanotto. «Il nome di Vittorio Sgarbi è un certificato per l’arte», ha commentato l’artista Angelo Cruciani. «I suoi toni possono essere discutibili, ma l’arte è anche personalità e irrequietezza, e non c’è un personaggio più irrequieto di lui in questo momento. Si è dato davvero da fare per Milano, facendola risplendere di una luce internazionale». Non è mancata però qualche contrasto. La scintilla che ha acceso la discordia è stata innescata da un'opera di Xante Battaglia (che già in una precedente occasione aveva destato aspre polemiche), e che l’artista ha portato con sé alla manifestazione, insieme ad un travestito scultura vivente con tanto di firma dell’autore sulle calze autoreggenti, con l’intenzione di fare «un dono trasgressivo» a Sgarbi. È intervenuta Paola Florido, una delle organizzatrici, che non volendo inasprire la situazione tra Sgarbi e il sindaco, ed accendere ulteriori contrasti, ha chiesto l’intervento della polizia, che ha sequestrato il quadro in questione. «Comunque vada, è innegabile che Vittorio Sgarbi è stato uno degli assessori alla Cultura più efficaci e provocatori che Milano ha avuto negli anni», commenta lo scrittore e giornalista Andrea G.Pinketts, che ha anche sottolineato l’apertura dell’ex assessore nel rivolgere la stessa attenzione alle espressioni artistiche classiche come a quelle più contemporanee. «Sgarbi è un uomo estremamente attento a questo futuro da realtà virtuale, ma anche al passato», osserva lo scrittore. «Questo è il nostro modo di chiedere a Sgarbi di continuare a lottare», conclude Grace Zanotto. Un’attitudine che, c’è da scommetterci, proprio non gli manca.