Gli artisti vogliono l’«esclusiva»

Una petizione dei pittori per impedire altri eventi

Michele Greco

Gli artisti di strada e i pittori di Piazza Navona hanno indetto una petizione per far ridurre consistentemente le manifestazioni e gli eventi di varia natura nella suddetta piazza, eventi che deteriorano la bellezza dei monumenti essendo la stessa sito del patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. È quanto si legge su un piccolo volantino distribuito ormai da un mese in tutta la nostra città. In altre parole gli artisti di strada ed i pittori di piazza Navona chiedono l’esclusiva della piazza: loro non «deteriorano» la bellezza dei monumenti come invece farebbero altre manifestazioni come comizi, piccoli concerti, allegoria carnascialesche, qualche spettacolo teatrale all’aperto e performance.
Quello che noi vorremmo è che i cosiddetti pittori di piazza dimostrassero di esser tali. Non ci sembra che questa associazione alla quale è stato concesso il beneficio di esporre e vendere quadri da più di un trentennio, sia una associazione di pittori: la maggior parte sono mercanti d’arte che rifilano a prezzi esorbitanti, all’ingenuo acquirente di passaggio, opere di basso livello culturale e riproduzioni mal fatte con firme completamente inventate. Vi sono lavori realizzati in serie e, pur essendo identici, sono diversamente firmati e esposti da più di un venditore. D’altra parte l’identificarsi nell’ignoranza di massa sembra che porti dei vantaggi, considerando che i così detti pittori di piazza Navona, vivono con questa attività, richiesta da quanti, «committenti» della domenica e del tempo libero, abbiano la sola pretesa di arredare, con cattivo gusto, la loro abitazione.
Pensiamo che l’unico merito di questi pittori sia quello di riuscire ad esaltare la bellezza dei monumento del luogo visto il contrasto evidente fra questi e le opere d’arte da loro esposte.Il richiedere attraverso una raccolta di firme l’abolizione di qualsiasi altra manifestazione, non solo non ne avvalora nè garantisce la qualità della merce venduta, ma è un atto che non giustifica l’arrogarsi esclusivo di un diritto di tutti. La bellezza dei monumenti di piazza Navona non c’entra nulla, come nulla c’entra la pittura e l’arte con la mediocrità di quanto si espone e si vende. Chi, comunque, volesse firmare la petizione, condividendone la motivazione, può trovare un banchetto tra l’ambasciata del Brasile e la chiesa di S. Maria, davanti alla fontana del Moro.