Artrite dei bimbi curata al Gaslini

A provare l'efficacia e la sicurezza di Adalimumab e Abatacept, due farmaci usati per la terapia contro l'artrite idiopatica, anche sui bambini, sono ancora loro. I medici dell'Istituto Gaslini, all'avanguardia a livello internazionale. Punto di riferimento addirittura per la Fda, la Food and drug administration statunitense e per le principali case farmaceutiche mondiali. Sì, perché proprio al Gaslini di Genova il team di Alberto Martini e Nicola Ruperto, che hanno coordinato decine di centri pediatrici da una parte all'altra del globo, per circa tre anni, hanno fatto una scoperta eccezionale. Questi due farmaci sono in grado di combattere l'artrite idiomatica giovanile con un risultato definitivo intorno al settanta per cento dei casi. Un successo sancito non soltanto dallo studio del team internazionale Printo, coordinato da Genova, ma anche dai prestigiosi magazine specializzati New England Journal of medicine e Lancet che gli scorsi 21 e 2 agosto hanno pubblicato i risultati del trial realizzato e coordinato al Gaslini. Di artrite idiomatica giovanile ne soffre un bimbo su mille in tutto il mondo, indipendentemente da razza e stato sociale. È una malattia gravemente invalidante, perché i bimbi non camminano e si muovono a fatica, è dolorosa perché le parti di mobilità del corpo si infiammano continuamente e fino a ieri, non c'era cura definitiva.
Adesso, grazie agli studi del Gaslini, i due importanti e anche potenti farmaci, potranno essere registrati alla Fda e immessi in commercio per la terapia contro l'artrite idiopatica giovanile. La parte sperimentale che si è svolta negli Stati Uniti è stata coordinata da Dan Lovell e Edward Giannini, responsabili di un'analoga, più piccola, rete di ricerca con sede all'ospedale pediatrico di Cincinnati. Gli studi dimostrano come, grazie a una larga collaborazione internazionale, e la regia italiana, sia possibile valutare la sicurezza e l'efficacia dei farmaci anche in malattie pediatriche di non elevata frequenza come l'artrite idiomatica giovanile. Se non curata adeguatamente la malattia può portare anche alla distruzione delle articolazioni. In questa malattia è come se la capacità di discriminare il proprio dall'estraneo venisse in parte persa con il risultato che la risposta immune si rivolge anche contro i propri tessuti, in questo caso le articolazioni, generando un processo infiammatorio cronico di tipo autoimmune. Il processo infiammatorio comporta il rilascio da parte delle cellule di numerosi mediatori, alcuni dei quali, come il tumor necrosis factor, Tnf, svolgono nell'artrite un ruolo di grande importanza. Adalimumab è un anticorpo monoclonale umano che impedisce al Tnf di esercitare la sua azione proinfiammatoria. Abatacept inibisce l'attivazione dei linfociti T, gli orchestratori principali della risposta autoimmune. È indicato per quei pazienti che non rispondono agli inibitori del Tnf.