Arturo Toscanini, le note e i colori di un vero genio

Una retrospettiva con spartiti, foto e dipinti a 50 anni dalla morte

Arturo Toscanini un nome che subito richiama a valori di sensibilità, genialità e dignità. Una figura che nella prima metà del ’900, dall’Europa fino Oltreoceano, ha dominato da protagonista - e non solo nell’ambito musicale - la scena culturale.
Noto per la sua intransigenza è riuscito ad avere un ruolo preminente immortalando la «grande musica» e scoprendo artisti e giovani talenti, mantenendo vivo e stimolante il dialogo intellettuale di una cultura che stava cambiando a cavallo tra i due secoli. La sua riflessione sulla musica ancora oggi, nel 50° anniversario della scomparsa (morì il 16 gennaio 1957), è considerata esemplare. Un’avventura quella di Arturo Toscanini (1867-1957) ricca di fascino e temperamento ripercorsa dalla mostra «Toscanini tra note e colori» aperta alla Biblioteca della Fondazione di via Senato (fino al 7 ottobre) che quest’anno festeggia dieci anni della sua attività: una grande retrospettiva fatta di documenti, oggetti, spartiti, fotografie e della grande collezione di opere d’arte tra sculture, quadri e disegni.
Nato a Parma il 25 marzo del 1867, Toscanini frequenta la Regia Scuola di Musica diretta da Giusto Dacci e poi si diploma in violoncello, composizione e pianoforte. Il 30 giugno 1886 debutta come direttore d’orchestra con Aida di Giuseppe Verdi al Teatro Imperiale di Rio de Janeiro, e in Italia il 4 novembre al Teatro Carignano di Torino con Edmea di Alfredo Catalani. Il 17 maggio del 1892 dirige la prima dei Pagliacci di Leoncavallo al Teatro Dal Verme e nel 1895 diventa direttore del Teatro Regio di Torino tenendo a battesimo la Bohème. Dopo il trasferimento a Buenos Aires, dove assume la direzione del Teatro dell’Opera, nel 1906 riprende la direzione della Scala dirigendo la prima della Salome di Strauss. Muore il 16 gennaio 1957.
Con questa mostra Marcello Dell’Utri ha voluto ricordare anche la passione di Toscanini per l’arte: amico di Vittore Grubicy De Dragon e lo scultore Leonardo Bistolfi stringe contatto con artisti come Giacomo Grosso, Benvenuto Benvenuti, Adolfo Wilt (di cui possiamo ammirare in mostra un busto di Toscanini) e Arturo Tosi. La passione di collezionista per la scuola macchiaiola in particolare lo accompagna tutta la vita. Splendidi da ammirare «Pastura in montagna» di Sernesi, «Ritratto di Luigi Bechi» di Boldini, «La lettura» di Lega. Ma tra le varie sezioni spicca il capolavoro di Telemaco Signorini «Toilette del mattino» che ha ispirato Visconti per il film Senso.
Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Pesaro con le arie più famose di Toscanini dirette dal Maestro Fabrizio Dorsi e con la partecipazione del soprano Rossella Redoglia e la regia di Filippo Crivelli si terranno all’aperto al Teatro di Verdura - sempre in via Senato - per tutta l’estate (per informazioni, tel. 02-76215314).