Arvid

Si tratta di un antico santo svedese di cui non sappiamo dire l’epoca. Non è sicuro nemmeno che si chiamasse Arvid; forse il nome vero era Arild. Le fonti, più che altro racconti leggendari, latinizzano i nomi dei protagonisti e, quindi, abbiamo una Elena, sua madre, e un David, il patrigno. Pare che questa Elena, vedova, si sia risposata con questo David, e che questo David odiasse mortalmente il figliastro. L’uomo approfittò di un viaggio per mare compiuto da Arvid per sbarazzarsi della fastidiosa presenza. Lo fece uccidere da membri prezzolati dell’equipaggio e gettare in mare. Ma il corpo del giovane, che era stato devotissimo, fu riportato a riva dalle onde e adagiato sopra una grossa pietra. Il miracolo sta nel fatto che la pietra in questione galleggiò fino ai pressi della casa di Elena, e qui venne ad arenarsi. La donna trovò così il cadavere del figlio e lo fece seppellire. Sul luogo fece poi erigere una cappella. Ora, il posto era vicino alla città di Krapperup, stando a un documento del 1475 con cui il papa Sisto IV concedeva indulgenze alla diocesi svedese di Lund e che menzionava detta cappella. Sappiamo anche che gli antichi re scandinavi tenevano in onore non solo s. Arvid, ma anche le sue sorelle e sua madre, tutte venerate come sante. Risulta una s. Tora, sorella di s. Arvid, cui era intitolata una cappella in Svezia. E anche una cappella dedicata a Elena, la madre, presso Tisvilde, nel Sjaelland, che si trova in Danimarca. Il celebre cineasta svedese Ingmar Bergman ha ricreato l’atmosfera di queste tipiche storie nordiche nel suo film La fontana della vergine.